L’incredibile realtà di Elfi, Fate, Gnomi e Ondine

 

Questo argomento spesso viene presentato in modo frettoloso e un po’ superficiale, tanto da non renderlo sufficientemente credibile a chi volesse documentarsene. Ai nostri occhi razionali e smaliziati riesce d’altra parte difficile prendere coscienza di una realtà a noi tanto lontana, perché purtroppo l’asprezza della vita ci ha induriti al punto da non lasciar più tanto spazio al sogno, all’immaginazione, alle voci sommesse della natura…

Il mondo degli “Elementali”,vale a dire quello degli esseri che fanno parte integrante dell’aria, della terra, dell’acqua, del fuoco (e dell’etere) esiste davvero, e ormai sono molte le testimonianze di gente che li ha incontrati, visti (come me) e relazionato con loro.

Prima di presentarvi l’estratto dal testo di Leadbeater – vescovo e chiaroveggente britannico – “Il Piano Astrale”, vi propongo il messaggio ultrafànico che segue, inerente a questa delicata realtà, perché di fonte elevatissima e sicura. Mi auguro che tutto questo possa ingentilire gli animi ed accompagnarvi sempre più ad una frequenza vibratoria consona all’imminente Transizione che desideriamo tutti.

Sinfonia di Colori

Sinfonia di Colori

Gli Spiriti di Natura

“Voi vi guardate intorno, e nel soffio della Natura divenuta realtà pulsante, scorgete la bellezza artisticamente composta; ignorate chi genera la Bellezza, ignorate la doppia fisionomia delle cose.

L’aspetto, per esempio, esteriore di un monte non è che un minimo di quella caratteristica interna nascosta che contiene in sé tutto il pulsare delle energie, cosicché l’umano non sa veramente gustare la grandiosità infinita pur vivendo nel finito. La Gloria eterna è oltre la linea, il segno, la massa.

Guardate il fiore. Esso cresce nel suo stelo, forma il calice, i petali lo completano. Non conoscete la vitalità del fiore e il calice, che ha il significato profondo del calice di Vita. I petali sono doppi, sono di un candore inimitabile, ed è la loro frequenza vibratoria che dà la variazione alle tinte, alla parte visibile.

Non recidete mai i fiori, essi piangono e dolorano perché impedite ad essi la loro evoluzione. Teneteli attaccati alle loro radici e lasciate che essi cadano in virtù della stessa vitalità che dà e toglie e rinnova. E così è di tutto ciò che la Terra contiene.

Voi non avete capacità visive nel senso spirituale, perciò non potete vedere la popolazione dei boschi, e soprattutto degli altri esseri che vivono ai piedi delle montagne e sulle alture di esse, quelli che vivono a fianco dei rivi, dei fiumi, dei torrenti, sulle sponde del mare, in mezzo alle acque, sui ghiacciai enormi, sui laghi tristi e dolci.

Il Bosco Incantato

Il Bosco Incantato

Per se stesso l’elemento acqua non ha un pulsare, il suo vibrare è dato da coloro che le stanno intorno, che se ne alimentano, che signoreggiano le acque, che si moltiplicano in continuità. La loro vita sembra effimera, tuttavia è vita di pensiero intensa.

Si rendono manifesti quando trovano la necessità, quando la Legge li sprona, e allora gli gnomi si rivelano, le fate occhieggiano, le ondine mormorano, i contemplativi dei laghi si fanno vedere, e i torrenti hanno vicino dei “colossi” alti 10 cm che col furore degli occhi impongono alle acque di non fermarsi.

Tutta questa è la reale vita della Natura, ma molti si limitano a camminare guardando e dicendo: “Che meraviglia!”. E che cosa hanno visto? Uno sfondo di cielo, una montagna che svetta in cielo, il mare che si perde col cielo, ma non assaporano la Luce maestosa che arriva da tutto questo pulsare.

L’umanità, relegata sulla terra, in continua lotta, che cosa può dare di grande, e che cosa può imprimere? Le sue incisioni sono torbide, i bagliori si spengono prima di nascere e quei pochi uomini d’eccezione restano isolati, non sentiti, molte volte dimenticati o mal compresi.

Attorno a questa umanità fluttuante, irrequieta, pazza, ve n’è un’altra, quella che vi ho già reso nota. Questa è la vera umanità, non nel senso cadùco dell’espressione, ma nel senso vivo della manifestazione. Un’umanità calda, che è fatta solo di Amore, che alimenta gli altri prima di se stessa, che intercede perchè le energie armonizzanti pacifichino le ire degli uomini neri, non neri di colore ma neri d’anima.

È questa umanità radiosa che si fa interprete dei doloranti e chiede alla Legge un rinnovo non fatto di veemenza. È sempre la stessa che, intercedendo, trattiene le ire degli elementi pronti a scattare, pronti a precipitarsi non appena il Movimento Eterno segnerà con la sua vibrazione l’ORA scottante per gli uomini chiusi, che imprigionano il pensiero, che lo deturpano, che calpestano il Bene ed amano il Male.”

Estratto dal libro”Brani Ultrafanici” -Vol. 1°

Unicorni

Unicorni

Il Regno degli Elementali

Gli Spiriti di natura non sono mai stati e non saranno mai membri di un’umanità come la nostra; la loro linea evolutiva è totalmente diversa, e il loro unico legame con noi è dovuto al fatto che occupiamo temporaneamente lo stesso pianeta.

Ovviamente, poiché per il momento siamo vicini, è giusto che ci trattiamo l’un l’altro con gentilezza quando capita di incontrarci, ma le nostre linee di sviluppo differiscono così tanto che non possiamo fare molto gli uni per gli altri.

Molti scrittori hanno incluso questi esseri fra gli Elementali, e in realtà è così. Esistono Spiriti intelligenti della terra, dell’acqua, dell’aria, del fuoco e dell’etere che risiedono e agiscono proprio negli elementi.

Ci si può chiedere come è possibile per una creatura abitare nella dura sostanza di una roccia, o nella crosta terrestre. La risposta è che, poiché gli Spiriti di natura sono costituiti da materia astrale, la consistenza della pietra non è un ostacolo al loro movimento o alla loro vista, e inoltre la materia fisica, nel suo stato solido, è il loro ambiente naturale – il solo al quale sono abituati e nel quale si sentono a casa.

La medesima cosa è vera per quelli che vivono nell’acqua, nell’aria, nel fuoco o nell’etere. Nella letteratura medioevale, gli Spiriti di terra sono spesso chiamati Gnomi, mentre le entità dell’acqua si chiamano Ondine, quelle dell’aria Silfidi, e gli Spiriti del fuoco Salamandre.

Foto vera di un folletto del Fuoco (visibile sulla destra mentre attizza il falò) scattata nella bergamasca.

Foto vera di un folletto del Fuoco (visibile sulla destra mentre attizza il falò) scattata nella bergamasca.

Nel linguaggio popolare essi sono conosciuti in molti modi – fate, pixies, elfi, brownies, trolls, satiri, fauni, goblins, folletti, peri, coboldi, ecc… – alcuni di questi nomi sono applicati solo ad una varietà, ed altri indiscriminatamente a tutti. Le loro forme sono molte e varie, ma più frequentemente con fattezze umane e in qualche modo di dimensioni ridotte.

Come quasi tutti gli abitanti del piano astrale, sono capaci di assumere qualsiasi aspetto vogliano ma, senza dubbio, essi hanno sembianze proprie ben delineate o forse dovremmo dire preferite, che adottano quando non hanno nessuna ragione particolare per assumerne altre.

Naturalmente in condizioni comuni essi non sono affatto visibili all’occhio fisico, ma hanno il potere di rendersi tali attraverso la materializzazione, quando desiderano essere visti. Esistono moltissime razze o suddivisioni, e gli individui differiscono tra loro in intelligenza e caratteri precisamente come gli Esseri umani.

A quanto pare, la grande maggioranza tra essi preferisce evitare l’uomo. Le sue abitudini ed emanazioni sono per loro spiacevoli, ed il costante tumulto delle correnti astrali causato dagli sregolati ed incessanti suoi desideri li disturba e li infastidisce.

D’altro canto, non mancano gli esempi in cui degli Spiriti di natura siano diventati amici di certe persone ed abbiano offerto loro quell’aiuto che è in loro potere, come nelle ben note storie raccontate sui brownies scozzesi o sulle fate scintillanti della letteratura spiritualistica.

Tuttavia, tali atteggiamenti di soccorso sono relativamente rari e in molti casi, allorché entrano in contatto con l’uomo, essi mostrano indifferenza o disgusto e, a volte, traggono un piacere malizioso nell’ingannarlo o nel giocargli scherzi infantili.

Molte storie illustrano questa curiosa caratteristica e possono essere rintracciate nei racconti dei contadini di quasi tutti i paesi solitari di montagna.

Questi “folletti” sono decisamente agevolati nelle loro birichinate dal formidabile potenziale che possiedono di gettare incantesimi su coloro che soggiacciono alla loro influenza.

Josephine Wall

Josephine Wall

Così, le vittime momentanee vedono e sentono soltanto ciò che viene loro impresso, esattamente come un soggetto ipnotizzato scorge, percepisce e crede qualsiasi cosa l’ipnotizzatore voglia.

Gli Spiriti di natura, però, non hanno il potere di dominare la volontà umana, eccetto il caso di persone con un’intelligenza debole, o che si terrorizzano al punto che il loro libero arbitrio venga azzerato.

Questi esseri non possono andare oltre l’inganno dei sensi, se non con quell’arte di cui sono indubbiamente maestri, e non mancano casi in cui hanno compiuto sortilegi su un considerevole numero di persone contemporaneamente.

È invocando il loro aiuto nell’esercizio di queste capacità peculiari, che vengono effettuati alcuni dei più strabilianti giochi di prestigio indiani – essendo di fatto l’intero auditorio sotto allucinazione e quindi indotto ad immaginare di vedere e sentire tutta una serie di eventi che in realtà non esistono.

Potremmo considerare queste creature come una sorta di umanità astrale, se non fosse per il fatto che nessuna di loro – nemmeno la più elevata – può assumere corpo fisico. La durata dell’esistenza nelle differenti razze varia grandemente, essendo alcune volte assai breve e in altre molto lunga rispetto alla vita umana.

Siamo così lontani da un tale genere di vita, che ci è impossibile comprendere bene la loro condizione, ma nel complesso appare semplice, gioiosa e irresponsabile, come quella che potrebbe condurre un gruppo di bambini felici in un ambiente fisico eccezionalmente favorevole.

Anche se dispettosi ed ingannevoli, i folletti (da folleggiare, appunto; ndr) sono raramente maliziosi, a meno che non vengano provocati e infastiditi da intrusioni gratuite.

In genere prendono parte all’universale sentimento di sfiducia verso l’uomo tanto da sembrare inclini a turbarsi o ad offendersi alla prima comparsa di un neofita sul piano astrale; cosicché egli molte volte fa la loro conoscenza attraverso aspetti sgradevoli o terrificanti.

Se, tuttavia, decide di non spaventarsi per i loro tiri,essi rapidamente lo accettano come un male necessario e non lo considerano più, mentre alcuni tra loro possono, dopo un certo tempo, diventare amichevoli e manifestare piacere nell’incontrarlo.

Fra le numerose varietà di quest’ultima classe, alcune sono molto meno infantili e più dignitose di quelle sopra descritte, ed è da simili gruppi che provengono le entità che talvolta sono state riverite come divinità dei boschi, o dei villaggi.

Tali creature sarebbero sensibili all’adulazione mostrata loro, la amerebbero e, senza dubbio, per riceverla farebbero in cambio qualsiasi piccolo favore.

Fate e Farfalle

Fate e Farfalle

Il “risvegliato” a livello spirituale sa come fare uso dei loro servizi all’occorrenza, ma un operatore ordinario può ottenere la loro assistenza solo mediante processi di invocazione o evocazione, vale a dire o attraendo la loro attenzione supplicandoli e stipulando un patto con loro, o esercitando influenze che li possano costringere all’obbedienza.

È ovvio che entrambi i metodi siano assolutamente indesiderabili e l’ultimo anche notevolmente pericoloso, perché l’esecutore in questo modo scatenerebbe una certa ostilità che potrebbe risultargli fatale.

È doveroso dire che a nessuno, seguito da un vero Maestro, sarà mai permesso di tentare qualcosa del genere.

Estratto dal libro: “Il Piano Astrale” di C. W. Leadbeater

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Fonte: http://www.conoscenzealconfine.it

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