Consapevolezza e contatto con la realtà

spirituale77

Osservare tutto all’interno e all’esterno di voi stessi e, quando vi accade qualcosa, vederlo come se stesse accadendo a qualcun altro, senza commenti, giudizi, atteggiamenti, interferenze, senza tentativi di cambiare, solo per capire. Quando lo farete, inizierete a capire che vi state gradualmente disidentificando dal “me”. Santa Teresa d’Avila dice che verso la fine della sua vita Dio le concesse una grazia straordinaria. Naturalmente lei non usa quest’espressione moderna, ma in effetti parla proprio della disidentificazione dal sé. Se qualcuno soffre di cancro, e io non lo conosco, non sono poi molto coinvolto. Se fossi dotato di amore e sensibilità, forse gli darei una mano, ma dal punto di vista emotivo non sono coinvolto. Se voi dovete sostenere un esame, io non mi sento affatto coinvolto. Posso prenderla con grande filosofia e dire: «Be’, più vi preoccupate, peggio andrà. Perché non fate una pausa, invece di studiare?». Ma quando tocca a me sostenere un esame, be’, le cose stanno diversamente, no? La ragione è che mi sono identificato con il “me” – con la mia famiglia, il mio paese, i miei beni, il mio corpo, me. Come sarebbe il mondo se Dio mi concedesse la grazia di non chiamare mie queste cose? Sarei distaccato, sarei disidentificato. Ecco cosa significa perdere il sé, negare il sé, morire al sé. 

 

Tratto da Messaggio per un’Aquila che si crede un Pollo di Anthony De Mello

Messaggio per un'Aquila che si crede un Pollo Messaggio per un’Aquila che si crede un PolloLa lezione spirituale della consapevolezza

Anthony De Mello

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