Gli occhi del Cuore

occhio5

 

Qualunque situazione problematica viviamo nella nostra vita dobbiamo immediatamente pensare che il problema non è nella situazione stessa, bensì nella nostra incapacità di vedere cosa sta realmente succedendo. Se non siamo abituati a ricordarci di noi non ci ricorderemo nemmeno di fare questo esercizio. 
Provate a osservarvi in questo istante della vostra vita: siete felici oppure no? Siete nella gioia oppure no? Siete innamorati oppure no? Se non siete felici, se non siete nell’Amore…è perchè non riuscite a vedere il mondo! Se non vedete la bellezza onnipresente, è perchè non state guardando attraverso gli “occhi del Cuore”, altrimenti vedreste un mondo magnifico. Ecco cosa dice “l’esercizio principe”. Lo scopo di questo esercizio è ribaltare la nostra consueta visione del mondo basata sulla dualità illusoria giusto/sbagliato. Nell’Universo non ci può essere qualcosa di per se stesso brutto o sbagliato. L’Universo è così com’è, cioè nell’unico modo in cui potrebbe essere, mentre l’uomo divide tutto fra giusto e sbagliato attraverso la sua mente duale. L’uomo giudica gli eventi del mondo in base alla sua necessità di sopravvivere. La bruttezza è un nostro difetto di percezione, non qualcosa di oggettivo. Perchè questi concetti possano entrare dentro di noi è necessario un lungo tempo, devono sedimentare. Per questo motivo non si possono verificare risultati immediati, ma, d’altra parte, quando questa visione del mondo diventa il nostro centro di gravità permanente, nel senso che ogni evento viente inquadrato all’interno di questa nuova prospettiva, la trasformazione è radicale e irreversibile. Nessun nuovo trauma potrà più formarsi. In ogni caso, già dal primo giorno in cui cominciamo a ripeterci questa frase, la trasmutazione alchemica ha inizio. Ogni volta che di fronte a un momento difficile riusciamo a pensare in questo nuovo modo, anche se esteriormente continuiamo ad arrabbiarci o sentirci male, stiamo costruendo un pezzo della nostra anima. Ogni singolo momento è un’occasione di trasformazione e va capitalizzato. All’inizio è difficile e noi stessi non crediamo alle parole che diciamo (in questa situazione ci sarà anche la bellezza, ma io proprio non la vedo, anzi, mi sembra sia proprio una situazione di merda!), la sofferenza che stiamo provando appare molto più reale di questi concetti, ma d’altronde tutte le cose preziose son poste nel difficile. Si tratta di pazientare, accogliere al nostro interno la sofferenza e proseguire. Fede e Volontà.

 

Salvatore Brizzi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.