Le formule segrete della felicità !

LA FELICITA’ COME STATO D’ONDA

di VASILE DROJ UNIVERSOLOGO

 felicita-e

Il 17-20 gennaio 2013 all’Auditorium di Roma si è svolto il Festival della Scienza sul tema “La Felicità”. Nel 2012 si parlava della “Fine del mondo”. Apriti cielo, che succede? Si sono spostati i poli? Se non quelli geografici di sicuro quelli degli interessi e dell’attrazione oppure la scienza brancola nel superfluo nonostante le sue innumerevoli branche del sapere. Com’è possibile che nella “cultura umana” le qualità antropologiche sono quasi la stesse da migliaia di anni mentre la cultura tecnica scientifica, specialmente tecnologica raddoppia in una decina d’anni, addirittura in due anni, quell’elettronica. In questo paragone le capacità umane come la capacità fisica, la memoria, il ragionamento, non evolvono, sono quasi le stesse di due mila anni fa. Perché la tecnica avanza, e l’uomo no? Semmai evolve soltanto quando usa tecniche e formule. Gli sportivi ginnasti o di circo, i fachiri, gli yogi, o nelle arti marziali etc. si arrivano a dei risultanti impressionati. Le tecniche mentali, spirituali e altri generi come quelli sciamanici toccherebbero persino la trascendenza dei piani di partenza.

In poche parole la scienza dell’uomo malgrado l’apporto millenario delle antiche esperienze e saperi si è persa o è stata disprezzata e dimenticata mentre il cumulo cognitivo sperimentale della scienza materiale si è stoccato e sistemato anche grazie al suo oggetto, la Materia, che è metrizzabile. Appena un ricercatore scopre qualchecosa come un nuovo angolo di valenza in una sostanza chimica, o la misura concreta di qualche frequenza elettromagnetica, immediatamente la notizia diventa mondiale e tutti i centri di ricerca si adecquano. Però, se si scopre qualunque cosa sulle capacità umane, ha meno voce, passa inosservata, a volte derisa, roba da Guinness Book o al massimo notificata in qualche annuario medico.

Succede perché l’evento non è riproducibile al livello di massa e all’infuori di chi l’ha realizzato e non è adatto a entrare nella produzione. Ma nel profondo, nella logica, le cose andrebbero addirittura al contrario poiché la qualità dell’operatore amplificherebbe lo strumento tecnologico specialmente le strategie che devolvono nel tempo. In quanto alla natura umana sono il Linguaggio e la parola, gli elementi determinati poiché le disponibilità semantiche non sono altro che tecniche utilizzate dalla Natura per operare attraverso l’essere umano. Perciò il linguaggio è fondamentale. Ci sono prove inconfutabili che all’interno di almeno due lingue: il greco e il latino si è realizzato un miracolo linguistico impressionante dove il concetto fondamentale di Logica – il Logos si è auto realizzato. Attraverso esso all’interno delle parole sono state codificate straordinarie conoscenze perpetuate nel tempo.

La parola “felicità” FELIX è composta di FE, radice di Fare e LIX, la sintesi di altre tre parole: LEXLUXLEX (ico). Le tre parole sono: LEGGE (lex – legis), LUCE (lux –lucis) e LEXICO(Lessico-Parola). La formula segreta della Felicità consisterebbe nel fare i tre “LEXLUXLEX” in PROLIXUS lat. prolex, prole, più semplicemente “fare prole”. Si prova che la vera Prole è la PAROLA. Fare questo apre la porta alla Felicità. Studiamo perciò i tre LEX: 

LEX – legis, la LEGGE. Osservare la Legge in generale, accorgersi che c’è determinazione e connessione in Natura, il cui regolatore sono le leggi, ci fa non sbagliare riuscire negli operati non andando contro natura. Soltanto allora la felicità s’innesca è persiste. 

LUX – lucis, la LUCE. Chi cerca la conoscenza, il sapere, la coscienza sa è può realizzare la Felicità. D’altronde la parola REALIZZARE è codificata in questo modo: REAL+LIZ dove REAL = REALTA’ e LIZ = LUZ = LUX = LUCE. Chi cerca la luce della conoscenza si libera e perciò è felice. Tutte formule collaudate. 

LEXICO, PAROLA. Sarebbe la parola, la mola suprema che permette all’uomo di controllare se stesso. Essa stessa è Legge e Luce e chi conosce le sue virtù nascoste, si realizza perché intrinseca alla legge Lex è alla luce mentale Lux.

Fare LexLuxLexico, ossia osservare e praticare le leggi della natura, acquistare e generare la luce della conoscenza e della coscienza attraverso l’uso adatto delle parole (lexico) e sinonimo di FELIX ossia di Felicità. Andando contro la logica delle leggi e contro il significato delle parole, non rispettandole è controproducente, anzi mortale.

Le formule segrete della felicità e dell’autorealizzazione sono tantissime ma la più fondamentale è la triade appena esposta. Esiste un’altra basata sulla prima, fondata sulle tre lettere ”L, G, R”.

Ecco il suo diagramma: REGOLA – LEGGERO – ALLEGRIA. Chi segue le Regole diventa Leggero e Allegro. Ed è ovvio, poiché la Regola Regolando (vedi regolare), si fa diventare Leggero proprio perché segue la Legge apportando l’Allegria perché si diventa più allegro, veloce. Provate! Per credere. E’ pura legge matematico semantica.
In latino i sensi della felicità e dello stato di essere felice “Felix”, erano multipli da: fortunato, felice, nutriente fino a fecondo. Molto interessante quest’ultimo che esprime il massimo, la pienezza, la fecondazione, come sorgente di vita. Prima di tutto si deve fare una distinzione netta tra Felicità e Piacere due cose apparentemente gemelle però molto differenti. Il piacere derivata dai sensi ed è più biologico mentre la Felicità appartiene alla Mente, allo Spirito. Il Piacere è una sensazione (dei sensi) mentre la Felicità è un Sentire, uno stato generale. Il piacere (placere) è corporale avvolte circoscritto a un solo organo che per eccellenza è il fallo phalus rom. pula, da dove anche la parola piacere, placere lat. placeo, – es, placui, placitum, poi placentain sintonia con plenum (fecondo).

La Felicità in cambio è uno stato esteso all’intero Essere aldilà del corpo nel più profondo del Sentire. Se il piacere è anche violento e passeggero (l’orgasmo), la felicità in cambio è eterea, e quasi permanente. In una parola è uno “stato d’essere” che tocca l’Essere.

A questo punto arriviamo a una scoperta epocale pronta a incalzare la famosa formula di Einstein E = mc2e il biunivoco postulato: “stato d’onda e stato di particella” della luce e della materia. Si dimostra che il Piacere esprime lo stato di particella mentre la Felicità investe lo stato d’onda. Il piacere è particolare perciò esprime lo stato, di particella ed ha il regno nel mondo della materia( vedi fallo che prende massa, misura). La felicità è come un oceano pieno di onde, illimitato, dove le onde del mare corrispondono alle onde cerebrali e il suo regno è il mondo del Sentire della Mente (maiuscolata) e dello Spirito. Il piacere è un impulso “incipit” iniziale, la felicità, una somma, “summit” finale.

Ed ecco un’altra prova. La qualità essenziale di FELIX é FECONDO, attributo estremamente suggestivo poiché codifica lo stato d’onda: FECONDA = FACere ONDA. Vale dire che fecondo è soltanto chi realizza lo stato d’onda. Per ottenere lo stato d’onda occorre realizzare la condizione, d’altronde codificata nella parola “fecondo”. FECOND(O) dove FE = FARE e COND = CONDizione. E ovvio che soltanto se ci sono le condizioni, le cose possono nascere, crescere ed evolvere.

Nella parola Condizione lat. Conditio – onis, sono “condite”(mixate) tutte le potenzialità necessarie a innescare la Partenza di qualunque processo (procedere) per aver accesso. Dietro la parola Condizione si cela un vero codice anzi il suo cuore che genera tutti i codici derivati. Già la particela “con” insinua l’’insieme”, e in quanto espressione ideografica incorpora il segno positivo “+” ossia la croce CruX. La croce rovesciata, dinamica, detta di Sant’Andrea a forma della lettera “X” è importantissima poiché invia direttamente al classico cono geometrico, base degli archetipi primordiali, quelli che iniziano i processi. Il Cono è la prima figura geometrica presente nell’angolo poi nel triangolo, come anche nella cifra “1” e la prima lettera, la “A”. La tavolozza digitale della Natura si basa sull’Angolo che incarna la grande CON-DIZIONE. Per questo fu eretta la grande Piramide di Cheope la cui punta fu mozzata appositamente per ricordare il CONO della CON-DIZIONE, ma nessuno ha capito niente. E purché tutti la sappiano, questo “incipit” inizia “In Caput” e la piramide capo tra tutte le piramidi si chiama Cheope o Keops appunto Capo. E neanche questo lo capì qualcuno dei nostri odierni. Ti credo la nostra mente deve essere fe-CON-data dall’Idea perché se non c’è, l’Idea non c’è niente.

Un’altra codificazione della parola Condizione (CON-DITIONE) deriva dalle lettere “D” e “T” dove “D” graficamente è una linea curva tagliata da una linea retta ossia il cerchio e il Diametro dal cui rapporto nasce niente meno che il trascendente Pi greco. La lettera “T” ossia “t” composta di due linee incrociate rappresenta i due Diametri ortogonali del Cerchio cioè l’Asse cartesiano di coordinati (X, Y) su quale s’iscrivono e ordinano tutte le cose di quest’Universo. Perciò la lettera “D” esprime DIO, e la “T”, sempre Dio in quanto THEOS. Nell’estremo Oriente le due lettere investono il principio supremo Dao o Tao. Anche foneticamente esse appartengono alla stessa famiglia di lettere dentali esplosive.

In conclusione la CON-DIZIONE di tutte la Condizioni è il MIX, il rapporto tra linea curva e retta generante nel cerchio e dei suoi diametri ortogonali. La formula suprema di questa equazione matematico geometrico semantica è il Principio Ontico, la razione delle Entità. La parola “entità” è codificata e vuol dire “essere in T” o “in T” il principio “INT”. Di questo si occupano l’Ontica e Ontologia. Ma vi giuro che la vera Ontica è tutt’altra cosa di quella “descrittiva” di pura letteratura sia essa anche filosofica che ci perviene dai greci. L’’Ontica Universologica” è tutta da scoprire e rivelare. Il suo contenuto è preciso come il codice genetico. (tutto in un prossimo articolo).

di Vasile Droj
Ricercatore Transdisciplinare Centro Universologico di Roma

 

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Diario di una ragazza indaco di Michela Marini © COPYRIGHT

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(Fonte:universology.com)

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