Non reagire per evolvere

Non reagire per evolvere

fuochi

Sono sicuro che in questo giorno noi siamo padroni del nostro destino, che il compito che ci è stato affidato non è superiore alle nostre capacità, che le sofferenze e le insidie che comporta non trascendono i nostri mezzi. Se avremo fede nella nostra causa e un’indomita volontà di vittoria, la vittoria non ci sarà negata.

Winston Churchill

Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso.

Lev Tolstoj

L’uomo comune vive prigioniero delle sue reazioni meccaniche. Si deprime o si arrabbia per una delusione sentimentale, entra in ansia per un problema finanziario, si rammarica perché ha avuto un’infanzia difficile con genitori che lo hanno traumatizzato, prova desiderio se la vicina di casa indossa pantaloni aderenti. Inoltre si arrovella su questioni di poco conto: l’impiegato allo sportello lo ha trattato sgarbatamente, il collega di lavoro si comporta da saccente, l’automobilista alle sue spalle guida in maniera aggressiva.

Adesso ascoltate bene. Ogni volta che nella vita abbiamo una reazione di fastidio, rabbia, gelosia, piacere, passione… l’energia che stiamo percependo dentro di noi è una connessione diretta con il Regno del Fuoco, il Palazzo di Cristallo. Il nostro “infiammarci” – di passione o di rabbia che sia – è dovuto al contatto con il Fuoco, il Vril, l’energia che pervade i piani spirituali dell’esistenza. Infatti, se ci osserviamo bene, possiamo realizzare che, in profondità, molto in profondità, in tutte queste occasioni non proviamo mai solo piacere o solo dolore, ma sia piacere che dolore, contemporaneamente; anche se all’esterno, in ottemperanza alla Legge di Compensazione, le percepiremo poi in successione.

Il contatto col Fuoco causa sempre un brivido.

Divenire Signori della Fiamma o Signori del Vril (cfr: Il Codice del Cuore) significa imparare a maneggiare il Fuoco, ossia annullare ogni reazione meccanica della personalità alla discesa di questo elemento dentro di noi. Sebbene a parole sembri una cosa semplicissima, tale atto richiede una forza di volontà e un autocontrollo pressoché sovraumani.

Utilizzare – fabbricare – il libero arbitrio per opporsi alla rabbia o all’eccitamento sessuale, trasforma la nostra natura per sempre. Individuare, sradicare e trasmutare le nostre reazioni negative, piccole o grandi che siano, sono processi che “accendono” la nostra anima e ci rendono Portatori della Fiamma.

Se reagiamo meccanicamente alle situazioni, il Fuoco prende il sopravvento su di noi e con il tempo ci consuma come dei cerini. Invece è importante capire che il vero nemico è la nostra reazione di rabbia, non l’evento o la persona che ci stanno di fronte. Anche quando siamo sessualmente eccitati da una persona che abbiamo appena conosciuto… il “nemico” verso cui rivolgersi e a cui resistere è il nostro eccitamento meccanico, non la persona. Le situazioni e gli individui non hanno mai importanza di per se stessi, ma solo in quanto esprimono all’esterno le nostre energie subconscie, le nostre “tentazioni”, e la vita ce le presenta per metterci alla prova e darci occasione di imparare a gestire più Fuoco, senza cedere.

Questa operazione viene anche definita: “portare Ordine nel Caos”.

La non-reazione non ha nulla da spartire con la repressione, la buona educazione o con la morale, bensì con ciò che noi possiamo guadagnare sul piano alchemico resistendo all’impulso di reagire meccanicamente. Dobbiamo allenarci per imparare a “canalizzare” una quantità di volta in volta sempre più elevata di Fuoco, altrimenti un giorno non verremo accolti nel Palazzo di Cristallo, dove risiedono coloro che hanno realizzato il Sé, la Fiamma più elevata.

Anche se non abbiamo niente da rimproverarci e siamo convinti di aver ragione, oppure pensiamo di non aver nulla da perdere cedendo a quella tentazione, non importa chi ha torto e chi ragione o se il peccato è veniale o capitale, conta solo la nostra ferma decisione di non reagire. Vedremo accadere dei miracoli nella nostra vita.

Quando il Fuoco brucia e dobbiamo utilizzare tutte le nostre forze per non reagire, occorre ricordarsi della frase di Churchill citata in testa all’articolo. Vi consiglio di scriverla in un foglietto e portarla sempre con voi.

Salvatore Brizzi

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Fonte: http://www.salvatorebrizzi.com

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