ALLA RICERCA DI DIO…

energia2
Prendo spunto da un lungo messaggio inviato giorni fà ad un amico, per condividere con voi alcune riflessioni sulla mia personale ricerca del divino, tratte dal diario della mia vita…
“…Fino al 2006, cioè fino al periodo subito successivo alla mia esperienza con il cancro (fine 2005), abbracciavo in toto una visione del mondo strettamente cristiana che non lasciava adito a compromessi.
Ne ero talmente coinvolto da averlo fatto diventare ragione di vita: tutto ciò che lo metteva in discussione apparteneva necessariamente ad una ottica erronea della vita e della spiritualità correttamente vissuta (o almeno, così credevo a quel tempo…). Ecco perchè, volutamente, mi astenevo da fare altre esperienze spirituali, pur continuando ad interessarmene, studiando le filosofie e le religioni orientali o new age, per esempio, portando avanti una ampia ricerca comparata.

Per più di vent’anni ho evitato di confrontarmi praticamente con esse, schivandole, sottovalutandole e, molto spesso, in cuor mio, criminalizzandole senza rendermene conto. Ripeto, pur essendo un grande conoscitore del settore (occupandomi di medicina vibrazionale da quasi trent’anni ho dovuto studiare necessariamente le basi della medicina tradizionale cinese e in parte di quella indiana ayurvedica, che fondano le loro tecniche su concetti legati ad una visione bioenergetica della vita del corpo, della mente e dell’anima dell’uomo), ho sempre declinato l’invito a partecipare a sessioni di yoga, di meditazione, di pratiche sciamaniche o a incontri di altre religioni.
Poi il cancro ha messo pesantemente in discussione alcune presupposti sui quali avevo fondato buona parte della mia vita, e mi ha lanciato una sfida: se tutto questo apparteneva veramente alla sfera non cristiana, e quindi, come credevo, lontana da Dio, beh, non avevo nulla da temere, perché sapevo di avere dalla mia parte una protezione “superiore”. Se quelle erano vane inibizioni, allora avevo bisogno di esorcizzarle permettendomi di viverle, valutarle meglio, e poi lasciarle al loro destino (proprio come stavo facendo con il cancro!).
E’ così che ho iniziato a praticare lo yoga, traendone un insperato beneficio psico-fisico, e ad accettare gli inviti che mi venivano offerti: ad esempio, ho ricevuto la benedizione speciale Atma Kriya da Sri Swami Vishwananda (discepolo del Mahavatar Babaji), le benedizioni dal maestro indiano Srila Bhaktivedanta Tirtha Maharaja e dal lama tibetano Ven. Geshe Namgyal (dal quale proprio oggi ho ricevuto l’Iniziazione della Saggezza del Buddha Bianco”) e ne ho ascoltato i profondi messaggi spirituali di amore e rispetto umano, che hanno ulteriormente scosso le mura di “perbenismo religioso” che avevo erto negli anni attorno a me, nel tentativo di difendermi dai pretesi approcci “blasfemi” delle filosofie tanto lontane dalla nostra cristianità.
In questo percorso di confronto e approfondimento, iniziato nel 2006, e tutt’ora in corso, hanno giocato un ruolo fondamentale alcuni esponenti di spicco del mondo della medicina olistica e della psicologia energetica: scienziati e medici occidentali che mi hanno aiutato a maturare una nuova prospettiva da cui affacciarmi al mondo. Uno di essi, grande esperto di fama nazionale in medicina quantistica, ad un convegno nel 2006 mi istillò un grande dubbio che mi ha accompagnato per mesi, mi disse: “le tenebre sono solo luce che ancora non puoi percepire come tale!”
Parafrasava, per analogia, la limitazione visiva fisica dell’occhio umano incapace di percepire un’infinità di onde elettromagnetiche appartenenti alla gamma delle radiazioni studiate e conosciute (ad esempio quelle dell’infrarosso e dell’ultravioletto), tuttavia grande fonti di energia e di luce. … E se anche negli altri settori della vita, incluso quello spirituale, le cose stessero così?…
Qualcosa non mi tornava…
Ho iniziato a porgere l’orecchio, fisico ed interiore allo stesso tempo, a queste nuove prospettive, a questo nuovo paradigma che mi si mostrava d’avanti: il sussurro di queste ipotesi piano piano iniziavano ad assumere la connotazione di un grande e splendido concerto. Una sublime melodia prodotta dall’apporto corale di tante voci, distinte ma complementari, che all’unisono si accordavano per realizzare la stessa Canzone della Vita! Ognuna aveva un suo tono, una sua profondità, una sua vibrazione, che risuonava con il cuore e con la mente di una determinata frangia di esseri umani, ciascuna delle quali era particolarmente sintonizzata su quella specifica frequenza, e aveva bisogno di sentire proprio quella, solo quella, quella giusta per sé. Non c’era un solista in questo magico coro della vita, pur spiccando in esso alcune voci speciali, il cui canto infiammava gli animi stimolando sensazioni e sentimenti superiori di gioia, bontà, amorevolezza, fiducia!
Ho scoperto che il direttore d’orchestra era sempre Uno, da qualunque angolazione lo si guardasse.
In questa fase i tasselli del mosaico si avvicinavano sempre più, attratti da una forza arcana, superiore, e mi si paravano d’avanti incastrandosi da soli in un Quadro Perfetto della Vita.
Un Quadro in cui non ci sono figli e figliastri di Dio ma solo Fratelli nello Spirito che sperimentano la Vita, ognuno a modo proprio, ognuno da un punto di vista diverso, ognuno con lo stesso diritto di vivere e di esprimere se stesso, ognuno con la sua utilità e funzionalità d’essere, nel bene e nel male, ognuno perfetta manifestazione di un unico Progetto Evolutivo di Vita Corale, quello dell’umanità!
In questa Visione Olistica (globale, totale) non c’è spazio per la condanna, per la critica di chi si discosta da una interpretazione codificata dalla mente umana, ma solo quell’Amore Compassionevole di cui tutte le grandi Guide Spirituali hanno sempre parlato e dato testimonianza vivente.
Ho scoperto una Visione positiva che Tutto accetta, riconosce e ama! … Nella consapevolezza che la Coscienza Umana può tutto abbracciare, integrare e, così, sublimare nello Spirito.
E così che ho imparato a rispettare i punti di vista altrui, pur non sempre condividendoli, a rispettare le religioni che altri popoli professano, perché le più idonee per quelle genti, a rispettare e amare la vita, comunque si manifesti!
Ho imparato a capire, in umiltà, che tutto è perfetto per come è, senza dover apportare alcuna modifica: quale segno di orgogliosa vanità sarebbe pensare che il Grande Architetto possa aver sbagliato qualcosa e che proprio io la debba correggere! Sarebbe una immensa bestemmia! Del resto, se il buon Dio mi offre delle esperienze (gioiose o dolorose che possano essere) evidentemente un senso deve pur esserci! Una “didattica” deve pur essere implicata! Ad esempio, non immaginate quanti insegnamenti sia riuscito a cogliere grazie alla dolorosa esperienza del cancro! … Eppure, se mi fossi fermato alla sofferenza che mi ha provocato starei ancora a lamentarmene! Invece, l’ho ringraziato e gli ho detto addio! Ho voltato pagina!
… E ho scoperto che la Logica della Vita non sempre corrisponde alla mia logica, al limitato potere di discernimento della mia mente! Con quale diritto potrei io contestarla?
A prima vista può sembrare un sincretismo che giustifica tutto, che permette tutto: io lo chiamo Amore! Un Amore che rispetta la Vita e che fa dell’Accettazione il suo “leit motiv”; un Amore che sorride comprensivo quando si cerca di far valere e, a volte, imporre a gran voce il suo contrario, la Negazione, il Rifiuto.
Ho scoperto che ogni volta che non accettavo qualcosa, che mi lamentavo di qualcosa, giravo le spalle al Dio Amorevole che mi ama e mi sostiene in ogni istante della mia vita, Via, Verità e Vita!
…Queste sono, in sintesi, le conclusioni cui sono giunto sin’ora…”
Buona Vita, amici miei!
Antonio Bufalo

Contatto facebook: https://www.facebook.com/antonio.bufalo.31?fref=photo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.