Salvatore Brizzi: intervista completa

salvatore brizzi

Incontro ravvicinato con Salvatore Brizzi, esperto di alchimia trasformativa. L’autore ci parla della sua visione, del suo percorso e dei suoi progetti per il futuro…

– Buongiorno Salvatore. Per chi ancora non ti conosce, puoi presentarti? Di cosa ti occupi?

Mi occupo di risveglio della coscienza e la forma che mi piace di più è attraverso la parola, la letteratura, attraverso le conferenze.

– E come reagisce la gente a questo? Capisce di cosa si tratta?

Dal momento che le persone con cui noi abbiamo a che fare sono sempre unriflesso di noi, succede che una persona ti fa uno sguardo strano o addirittura contesta quello che tu dici e fai, nella misura in cui c’è una parte di te che contesta quello che dici o fai e cerca di sabotarti dall’interno. Quello che succede a me di solito è che le persone accolgono pienamente quello che faccio e dico. Con il tempo ci si abitua comunque a parlare solo ad un certo tipo di persone e ci si abitua a parlare in considerazione esterna, cioè tenendo conto di chi si ha di fronte, di quanto in là si può spingersi e dei termini da utilizzare per essere chiari.

– Dici di occuparti di alchimia contemporanea, transformativa. A cosa ti riferisci? All’alchimista medievale con la barba e l’alambicco?

L’alchimia è un percorso di trasformazione interiore della coscienza che porta a risvegliarla, visto è addormentata all’interno dei corpi fisico, emotivo e mentale. Il mio lavoro è riuscire a facilitare questo processo nelle persone che consiste nel guardare “da fuori” i propri corpi e cominciare a disidentificarsi dalla parte materiale.

– E questo percorso è lungo, difficile?

Lungo, varia da persona a persona. Difficile sicuramente per definizione, perché la cosa con cui noi
siamo più identificati è sicuramente la mente. Riuscire a separare noi stessi dalla nostra mente, dai pensieri che abbiamo in testa, è la cosa più difficile.

– Credi che al giorno d’oggi sia più difficile che in altri periodi della storia?

Anche qui dipende dalla persona. In linea generale è più difficile perché c’è una cappa di addormentamento intorno alla Terra molto più pesante che in passato, e c’è un tentativo reale di mantenere le persone addormentate. In una società tradizionale del passato si insegnava ai bambini come disidentificarsi dalla materia, era una cosa che faceva parte dell’educazione, e tutti gli ambiti della società, dall’economia all’educazione, all’arte, diventavano vie per arrivare al risveglio delle persone.

Quella attuale non è una società tradizionale perché siamo nell’ultima fase di un percorso, di un ciclo storico, e questa è la fase più pesante. Allo stesso tempo però è più facile, perché la vibrazione dell’intero pianeta si sta alzando e chi comincia a fare un lavoro su di sé sarà aiutato da questo processo. Per cui è più facile infognarsi nella materia e nei concetti mentali ma allo stesso tempo è più facile uscirne se si inizia.

C’è poi più di una generazione di persone giovani per le quali è molto più facile perché istintivamente sentono già dentro questi argomenti. Solitamente nella loro vita si sveglia qualcosa e iniziano ad attivarsi, questa fase viene proprio chiamata “Attivazione”. Nella fase iniziale quello che succede è che si comincia ad incamerare un sacco di informazioni che poi vengono elaborate ed assimilate. Qualcuno è più veloce, qualcuno più lento, ma comunque avviene sempre e normalmente nelle nuove generazioni questa elaborazione è più veloce; nel momento in cui escono da un paio di meccanismi della mente si svegliano velocemente.

– Come sei arrivato a questo? Quale è stato il tuo percorso di risveglio?

La fase più importante è stata una fase di depressione in cui non trovavo un significato alla vita, a quello che stavo facendo. Ho fatto vari lavori ma nessuno mi dava la soddisfazione interiore di star facendo qualcosa di utile. Questo mi ha portato ad un periodo di depressione molto forte dal quale sono uscito attraverso questo percorso di risveglio. Ad un certo punto mi sono accorto che dovevo fare qualcosa oppure sarei impazzito. Quando ho toccato il fondo ho iniziato a risalire, è una cosa tipica che succede a molti.

– E hai avuto qualche insegnante, maestro, che ti hanno seguito in questo percorso?

Vari personaggi che in vari periodi mi hanno aiutato. Mai uno unico che mi abbia seguito costantemente.

– In molti tuoi discorsi e scritti, tratti in modo molto naturale di magia. Che cosa intendi? Dobbiamo pensare alle magie di Harry Potter?

C’è una parte della magia che è quella dei film, quella in cui acquisisci dei poteri. Poi c’è la magia evocatoria che ti serve per richiamare entità che si trovano su altri piani e utilizzare quelle entità, o entrarne in sintonia. E poi c’è il percorso magico-alchemico, io lo chiamo così perché le due cose sono unite, ed è un percorso che ti porta ad una crescita della coscienza interiore.

– Ma secondo te quindi c’è qualcosa di vero nei film che vediamo o nell’immaginario che la gente ha abitualmente della magia?

Sì, nella magia dove si parla dell’acquisizione di poteri c’è della verità, è possibile acquisire dei poteri anche senza aver fatto un particolare percorso su di sé. Quest’ultima è la parte più pericolosa della magia perché senza una crescita interiore si diventa “maghi neri”. Non c’è una crescita della coscienza ma c’è semplicemente un’acquisizioni di poteri attraverso delle tecniche, con cui puoi imparare a fare delle cose: viaggiare in astrale, influenzare gli altri, spostare oggetti con la mente, ecc. Ci sono anche ragazzini che lo fanno. Ci sono persone che sanno levitare, un esempio che ho visto io personalmente. E’ solo una questione di tecnica, apertura di certi centri del corpo, e purtroppo non è sempre abbinata ad una crescita interiore dell’individuo.

– Tu dici di seguire la corrente esoterica del Cristianesimo. In che cosa è differente dal Cristianesimo a cui siamo tutti abituati?

Nel Cristianesimo a cui sono abituate le persone, che ha comunque un senso visto che è un Cristianesimo costruito per le masse, si raggiunge Dio attraverso la devozione. Cioè si cerca di entrare in sintonia con la propria parte spirituale andando in un luogo preposto: la chiesa; almeno così accadeva una volta nelle chiese costruite in un certo modo e con un sacerdote con una certa capacità interiore, con la musica, con i colori e l’atmosfera, si veniva portati ad un’elevazione dello spirito. Il Cristianesimo normale è costruito per le masse che non possono fare un percorso di risveglio individuale, interiore. Quindi si possono raggiungere dei risultati anche in quel modo, attraverso questo genere di devozione si evolve comunque, ed è il tipo di evoluzione a cui possono arrivare la maggior parte delle persone.

Per quanto riguarda l’esoterismo del Cristianesimo, come di tutte le altre religioni, è un percorso invece più individuale che si fa con se stessi. Il tuo rapporto con Dio in un certo modo diventa diretto e non ti serve più la mediazione del sacerdote o del luogo di culto, ma tu stesso diventi un tempio. Nell’esoterismo si ottiene questo, un contatto diretto.

– E i testi di studio sono gli stessi?

Volendo sì, perché per esempio il Vangelo è qualcosa che può essere interpretato per le masse, quindi ti dice semplicemente come comportarti, cosa fare, essere buono, non peccare, non rubare, non desiderare la donna d’altri e così via. E questo serve ad un certo stadio evolutivo, perché altrimenti le persone si ammazzano tra di loro. Se le persone rispettassero semplicemente in vangelo, il Cristianesimo come le altre religioni, da un punto di vista anche solo letterale, il mondo sarebbe diverso. Il problema è che non lo rispettano neanche in questa lettura più semplice. Nel Cristianesimo costruito per le masse, non è necessario che le masse capiscano, è semplicemente necessario che seguano quello che viene detto. Quindi “Non Uccidere” e basta, non ti devi neanche chiedere il perché. Basterebbe questo insomma, ma non viene fatto. Nell’esoterismo tu invece arrivi a comprendere interiormente che è impossibile uccidere, cioè diventa per te impossibile farlo.

– Ed è un percorso che si può fare autonomamente quello esoterico? Per esempio l’interpretazione del Vangelo?

No, in questo periodo no. O qualcuno ti spiega cosa cavolo diceva Gesù oppure praticamente non c’è speranza di farcela, perché diventa semplicemente un tipo che andava in giro insegnando principi morali. C’è bisogno di qualcuno che ti permetta di fare contemporaneamente un certo percorso interiore e il fatto di cominciare a farlo ti permette di leggere certe frasi in un certo modo. E’ una conseguenza del fatto che si sta lavorando all’interno. Per questo all’inizio è inutile leggere il vangelo, perché ancora non si hanno gli strumenti per interpretarlo. Quando però si comincia a fare un lavoro su di sé, certe frasi del libro automaticamente ti aprono il cuore, ti mettono in contatto con dei piani superiori.

– Se una persona dovesse intraprenderlo da solo questo percorso, ci sono dei libri, degli scritti che consiglieresti?

Sul mio sito (www.primoraggio.it) c’è una pagina di libri consigliati per svariati argomenti, tra cui appunto quello del Cristianesimo Esoterico, che aiutano l’interpretazione del Vangelo. Poi per altre tradizioni religiose c’è la Cabala, libri sull’Induismo Esoterico…

– In seguito ad alcuni tuoi articoli sul tuo blog alcune persone ti hanno accusato di blasfemia e istigazione alla violenza. Tu come ti difendi? E’ realmente necessario essere così diretti oppure è un tuo modo di essere provocatorio per stimolare la gente a reagire?

Innanzitutto non mi difendo. Non è per difesa che ho scritto quegli articoli sul blog ma perché mi piace spiegare meglio quando vedo che ci sono persone che hanno bisogno di capire meglio quello che dico. Se necessario farlo in modo così diretto?! Quello fa parte dello stile di ciascuno. Come scrittore e conferenziere ho un determinato stile perché ho una certa energia. Nello specifico io sono “Primo raggio”, un’energia di volontà e tendo a rompere le scatole, detto in parole povere. Tendo a provocare in tutti i modi e questo è un modo che a volte fa ritrarre le persone. Per esempio, in riferimento al blog, molte persone se ne sono andate proprio perché non hanno capito quello che ho detto, era per loro troppo diretto. Però fa parte dello stile di ciascuno, non è che ci sia un modo giusto o sbagliato per farlo. Anche il modo di chi parla solo di pace, amore e fantasia va bene.

– Queste cose di cui parli nel blog e nei tuoi libri, da dove ti arrivano? Dove le hai lette, conosciute, ascoltate?

Qui dobbiamo parlare dell’intuizione. Alcune cose non le ho lette, mi sono proprio arrivate perché ho capito da solo che erano così. Altre cose le ho lette e quando leggi un libro, quando ascolti qualcuno, l’intuizione ti permette di capire se quella persona sta dicendo qualcosa di esatto oppure no. Non è la mente, ma l’intuizione, che è su un piano più alto. L’intuizione arriva dal cuore, dall’anima, è quello che veniva chiamato “intelletto d’amore”. Cuore e intelletto sono due cose molto collegate. Le persone credono che la mente sia l’intelligenza e il cuore sia qualcosa che riguarda le emozioni, ma non è così.

Nel cuore c’è anche l’intuizione che ci permette di capire se qualcosa che stai leggendo è vero oppure no, se quella persona è il caso di seguirla oppure no. Cioè se ti risuona all’interno a livello di anima e non di mente. Quindi operando in questo modo riesco a capire se una persona sta dicendo qualcosa di esatto o invece in quale punto del libro ha preso la tangente. Per esempio di David Icke, un autore che va per la maggiore di questi tempi perché parla di alieni, certe cose sono esatte, certe cose sono degli abbagli che ha preso. E questo accade di solito in tutti gli autori.

Se tu sei dal punto di vista dell’anima intuitivo, centrato, sai quale parte è da scartare e quale parte fa riferimento ad una realtà, in modo da non prendere tutto come oro colato. Il problema è che oggi le persone ragionano dal punto di vista mentale e un trucco della mente è proprio questo: leggi un qualcosa, ti risuona, e da quel momento tutto quello che dice quella persona lo ritieni esatto.

– Dici sempre che non esiste un mondo oggettivo ma ognuno si crea la propria realtà. Questo stona moltissimo con le basi da cui partono gli scienziati nell’osservazione della realtà. Come spieghi questa cosa? Come vedi la scienza?

Bisogna fare un distinzione tra gli scienziati: ci sono i geni della scienza e gli operai della scienza. Questi ultimi sono dei minorati psichici che fanno il loro lavoro da operai, hanno letto qualcosa all’università, fanno studi su commissione e si occupano semplicemente di analizzare provette. Questi ovviamente, che sono anche quelli che scrivono i libri di testo per le scuole, l’università, i licei, non sono aggiornati per niente. Non hanno idea di cosa si è scoperto in questi ultimi anni. I geni della scienza, da Heisenberg ad Einsteined altri che ci sono anche oggi come Stephen Hawking, per citare il più famoso, sanno bene e hanno confermato il fatto che noi ci creiamo la nostra realtà. Questo è qualcosa che sapevano già i filosofi, al tempo della Grecia, e che sanno anche gli scienziati, come Fritjof Capra per esempio, che è anche un bravo divulgatore.

Quindi bisogna distinguere; c’è una scienza che può essere molto utile visto che stanno arrivando a delle conclusioni sulla creazione della realtà. Poi ce n’è un’altra che è fatta dagli operai della scienza, quindi non è neanche da tenere in conto. Se uno vuole veramente scoprire dove siamo arrivati nelle scoperte scientifiche deve informarsi da solo perché all’università si studia quello che è stato scoperto negli anni ’50, non quello scoperto nel 2005-2006.

– E tu pensi che nei prossimi anni, le scoperte attuali saranno di dominio pubblico e facilmente comprensibili da tutti?

Ci può essere un inganno. Per esempio potrei capire come è fatto l’universo, cioè che tutto è Uno come tanti scienziati stanno iniziando a dire, che la realtà è un tutto con alla base un substrato unico di cui tutti quanti facciamo parte. Questo intenderlo a livello mentale per adesso è comprensibile da una certa fetta dell’umanità; per la maggior parte della gente invece non è così, vista anche la difficoltà di accesso ad una qualsiasi istruzione per buona parte dell’umanità.

Quindi una parte lo sta capendo a livello mentale, pochissimo invece lo stanno effettivamente mettendo in pratica. Bisogna distinguere queste tre fasce. Non cadere nell’inganno che una volta che mi hanno spiegato che “tutto è Uno”, io penso di aver compreso l’universo, perché non è vero. Quando io sento che tutto è Uno e vivo in questo modo, ho compreso l’universo e so di cosa sto parlando. La maggior parte di questi scienziati, anche quelli geniali, non si sono ancora risvegliati e non sono in grado di parlarne con la giusta vibrazione necessaria a far passare le proprio idee sull’universo, per esempio. Se sei fermo ad una comprensione a livello mentale su un qualcosa, riuscirai a farlo comprendere solo a quel livello.

In secondo luogo, se qualcuno scoprisse a livello scientifico l’esistenza dell’anima, potrebbe rivelarsi persino un danno. Una volta che so che c’è l’anima perché qualcuno te lo dice e te lo prova, allora tu semplicemente ci credi, come succedeva con le parole della Chiesa nel Medioevo. Se domani in televisione uno scienziato arrivasse a provare l’esistenza dell’anima, la gente inizierebbe a dire “Che bello! Così anche quando morirò, resterò comunque in vita”. No, proprio per niente! Se tu sai solo a livello mentale che esiste l’anima, la mente comunque muore e tu non te ne fai niente del fatto che l’anima ci sia. Bisogna sempre distinguere tra comprende a livello mentale, in un laboratorio, con formule matematiche, e l’aver realizzato personalmentequel qualcosa.

L’esoterismo è più avanti della scienza perché ti porta a realizzare qualcosa, si sostiene da sé, non avrebbe bisogno della scienza. In questo periodo la scienza si sta avvicinando sempre di più a cose che venivano detto 3-5 mila anni fa. Ma non è necessario. Quando io ho cominciato c’era pochissimo, quasi niente. Ci si svegliava anche centinaia di anni fa.

– Il tuo ultimo libro è stato La sconfitta di Cronos. In che senso si può e si deve sconfiggere Cronos, il Tempo?

Lo si deve sconfiggere all’interno. Come spiego nel libro, la mente si trova nel tempo e la mente vive di tempo. Quando tu sei fermo in treno, oppure sei in macchina e guidi, la mente parte e costruisce immagini del futuro o ricordi del passato. Quindi è strutturata attraverso il tempo, è proprio fatta di tempo. Sconfiggere Cronos significa semplicemente andare oltre la mente. Entrare in uno stato, chiamato appunto stato di risveglio, in cui vedi la mente da fuori, è lì che sei l’Uno. In questo particolare stato vedi cosa combina la mente nella dualità, cosa fanno le emozioni nella dualità. Questo succede solo quando ne sei fuori e vivi in un eterno presente.

– Questo tuo ultimo libro è una raccolta di conferenze ed insegnamenti ad una cerchia molto ristretta di persone. Come mai adesso hai scelto di pubblicarlo e di parlare ad un pubblico molto più vasto?

Innanzitutto ho precisato nel libro che non è rivolto a tutti. Per poterlo comprendere a fondo devi essere già una persona in cammino verso il “risveglio”, devi aver già fatto un lavoro sul giudizio, sulla capacità di discernere. Non è quindi un libro così divulgativo, per la massa, ma qualcosa che rimarrà comunque all’interno di una cerchia ristretta. Detto questo, “o la va, o la spacca” perché non c’è davvero più tempo. Questo è il periodo in cui bisogna dire tutto in tutti i modi possibili per svegliare le persone. E’ come se stesse passando un treno, o lo prendi o lo perdi.

– Quindi sei contrario a quei gruppi “esoterici”, come la massoneria, che tendono a mantenere segreti i propri insegnamenti e studi?

Sì, sicuramente. Da un certo punto di vista, sto distruggendo l’esoterismo. Tutto quello che si può dare, adesso bisogna darlo. C’è scritto anche nel Vangelo: “Tutto ciò che era nascosto, verrà rivelato.” Nel bene e nel male ovviamente. Ci sono in giro anche libri sulla magia nera che una volta non erano neanche pensabili, sono ritornati addirittura dal Medioevo dopo essere rimasti occultati per secoli.

– Nel tuo blog e nelle tue conferenze hai parlato spesso del Papa attuale, difendendolo come l’ultimo baluardo prima della scomparsa della tradizione. Questo non entra in contraddizione con ciò di cui parli abitualmente che certo non si può dire essere tradizionale?

Diciamo che i miei insegnamenti fanno sempre riferimento alla tradizione, dove per “tradizione” intendo semplicemente la capacità di risvegliarsi, la capacità di distinguere tra lo stato spazio-temporale e ciò che ne è al di fuori. Questo Papa conosce molti riti ed usanze che appartengono alla tradizione: per esempio ritornerebbe alla messa in latino, una tradizione molto importante perché la vibrazione energetica del latino è molto diversa da quella delle nostre lingue moderne. Anche se la messa è destinata alle masse, se viene recitata in un certo modo ha più effetto. Il fatto che ad un certo punto il sacerdote si sia rivolto alle persone è segno di un determinato cambiamento storico che doveva avvenire, ma nella vera tradizione il prete rivolge il viso alla croce, verso l’alto, perché fa da tramite tra le persone e Dio.

Molte usanze che sono state cambiate non hanno fatto bene. Dal punto di vista della personalità è giusto che il sacerdote si sia avvicinato di più alla gente ma così facendo ha persa molta energia e capacità di veicolare lo spirito. Tutte queste piccole cose e molte altre il Papa le sa bene, fanno parte della tradizione e dovrebbero tornare, come penso succederà nei culti del futuro, soprattutto quelli rivolti alle masse. Poi per esempio il Papa attuale distingue bene tra relativismo e verità assoluta. Oggi siamo nell’epoca del relativismo. Questo vuol dire che ognuno di noi può esprimere la sua opinione e le sue parole saranno considerate uguali a quelle di chiunque altro, perché siamo in democrazia. E’ come se fossimo tutti dei numeri e credere o no in Dio diventa una questione personale. Il Papa dice “No, questo è solo relativismo di questo periodo storico, la verità è una”. Che ci sia un piano superiore a cui si può arrivare, che è quello che noi chiamiamo Dio, quella è una verità.

Se il primo scienziato di turno se ne esce dicendo il contrario non diventa vero solo perché la maggior parte della gente ci crede. Il Papa si schiera giustamente contro il relativismo perché ti fa perdere il filo conduttore della vita; hai la sensazione che le persone nascano, vivano e muoiano a caso.

– Restando sempre sul tema “Chiesa”, cosa pensi riguardo alle ultime vicende più o meno scandalistiche che l’hanno interessata? Pensi che la Chiesa come istituzione sia destinata a scomparire?

La Chiesa come istituzione sì, è destinata a scomparire. Ci sono già molti segni a conferma e si sta facendo di tutto perché accada. Questo è il risultato di tutto ciò che la Chiesa ha fatto e si è attirata contro in questi secoli, ha deviato e per questo verrà distrutta. Così come succede a tutte le culture, a tutte le società come la nostra, quando non sono più tradizionali. E’ successo agli Indiani d’America, ai Maya, a tutte le numerosissime culture del passato. Nel momento in cui devi, sparisci perché arriva qualcuno che ti distrugge o perché sei tu stesso a distruggerti dall’interno. La stessa cosa succederà quindi anche alla Chiesa, anche se è interessante vedere come ci sia un tentativo ben preciso di denigrare sia il Papa che la Chiesa in generale, facendo emergere tutto lo sporco all’interno, che sicuramente c’è ma occupa le prime pagine dei giornali in modo preoccupante. Viene enfatizzato proprio perché la si vuole distruggere, buttando via in questo modo il bambino con l’acqua sporca, rendendo obsoleti e sbagliati gli insegnamenti del Vangelo.

Quello che purtroppo sta succedendo con la maggior parte dei giovani, è che quando parli di Gesù, loro ti rispondo: “La Chiesa, tutti pedofili”. Queste due cose vengono volutamente accostante e nella mente delle persone giovani succede automaticamente. Nel mio blog ho avuto spesso casi in cui, parlando di Gesù, molte persone mi rispondevano citando prove che dimostrano che Gesù non è mai esistito. Anche qui vale l’intuizione. Io so che è esistito, è una cosa che una persona può sentire al di là del fatto che possa essere dimostrato o meno. Il problema è che si sta cercando di far sparire tutto questo in funzione della nascita di un culto neo-pagano.

– E quale sarebbe questo culto neo-pagano? Potresti essere più preciso?

E’ una nuova “New Age”, con la quale io non sono molto d’accordo. All’interno della New Age ci sono pur alcune cose positive, ma si vede bene quanto sia una cosa direttamente guidata dall’alto, in modo che vada a sostituire le grandi religioni ufficiali. Questo nuovo fenomeno sta dando molto spazio aculti fatti in casa, più pagani che religiosi, cercando di annullare quelli che erano gli insegnamenti di Gesù, per esempio. Assisteremo a dei culti in cui ognuno fa il “fai da te” in casa.

– E questo perché dovrebbe succedere? Perché le persone sentono il bisogno di qualcos’altro?

Sì, le persone giustamente sentono il bisogno di avere qualcos’altro, però non riescono a capire che anche seguendo per esempio la religione ebraica nel suo lato più esoterico, potrebbero trovare una via per il risveglio. Seguendo la religione cristiana nel suo lato esoterico, troverebbero un’altra via per il risveglio. Già nelle religioni tradizionali c’è un percorso per la rinascita. Questo però non c’è nessuno che glielo spiega. Quello che fa questa New Age è buttare via tutto ciò che è antico e ripartire da capo, partendo dalla scienza. Ne uscirà qualcosa che sarà basato sulle tecniche, per esempio un culto fondato sulle cerimonie, sulla meditazione, e così via. Probabilmente ci sarà una religione unica dove ognuno farà meditazione e reciterà mantra, credendo erroneamente di star risvegliandosi.

Da una parte sembra qualcosa di positivo che spariscano le religioni ufficiali, ma se tu non ben chiaro cosa che è successo in passato, vedendo quello che succederà non ti accorgerai che è solo una trappola che ha cambiato forma. Per esempio il nazismo voleva fare la stessa cosa: eliminare il Cristianesimo per introdurre un culto neo-pagano. Non ci è riuscito il nazismo, ci riuscirà la New Age.

– Perché dici questo? Pensi sia più forte?

Sì è decisamente più forte perché è più subdola. La New Age parla di amore! Avrà maestri che
parleranno di amore, che guariranno le persone…

– Cambiando discorso: qual è l’età media del pubblico che ti segue?

Sta decisamente cambiando. Prima era più alta, sopra i quarant’anni, ma in questi pochissimi anni è scesa molto, ci sono anche giovanissimi ora.

– E come vedi i giovani al giorno d’oggi? Sei ottimista?

Sì certo, se non si fanno fregare dalle cose dette prima. Perché vedo tanti giovani al giorno d’oggi che sono infognati nelle tecniche, in nuovi culti e credenze. Hanno tecniche per aprire il terzo occhio, tecniche per viaggiare in astrale, tecniche per collegarsi con le energie. Pochissimi, quasi nessuno, che si impegna per un reale risveglio, per aumentare la presenza durante la giornata. C’è quindi il rischio di intrappolare tutti questi giovani che sono di per sé già molto portati per queste cose, che sentono lo slancio verso l’alto, che hanno un rifiuto verso le religioni ufficiali. C’è il rischio che vengano ingannati.

– E cosa pensi invece dell’Italia? Come la vedi dal tuo punto di vista?

Secondo me siamo ad un bivio. Tra l’altro in alcuni insegnamenti esoterici, si dice che l’Italia dovrebbe essere quella che traccia la via in questo periodo. Non so perché, ma pare sia quella in cui si giocheranno delle battaglie importanti dal punto di vista delle idee. Pensa! Proprio l’Italia! Quello che sta succedendo sicuramente è che sta arrivando una spaccatura politica perché c’è troppa rabbia, non si riesce più a fare la vera politica. C’è semplicemente una parte che aggredisce l’altra. A mio avviso questo potrebbe trasformarsi in unaguerra civile per poi sfociare in una dittatura, tornando quindi un po’ indietro, oppure potremmo arrivare ad un vero e proprio risveglio, cosa che vedo assai improbabile. E’ come se fossimo però all’ultimo punto prima di una biforcazione.

– Una cosa di cui molti restano stupiti di te è che parli in modo positivo della figura di Berlusconi. Come mai ti piace e lo definisci una persona centrata? Molti direbbero che sei di “destra”.

Innanzitutto la divisione sinistra-destra è vecchia ormai, bisogna stare al di sopra per lavorare su di sé. Alla politica si può pensare dopo, quando uno si sveglia. E non solo per farsi eleggere ma anche per andare a votare, uno dovrebbe prima risvegliarsi. Per quanto riguarda la figura di Berlusconi, io non lo voto, però guardo le persone, cerco di vedere che tipo di qualità hanno e penso che lui ne sia pieno. Per fare ciò che fa lui è necessario essere centrati, e questo non bisogna intenderlo in modo moralistico, non vuol dire essere buoni, buttare soldi dalla finestra al popolo o cose simili. Lui secondo me fa bene il suo lavoro. Farà sicuramente anche i suoi interessi ma se non si hanno problemi riguardo all’autorità, riguardo al denaro, non ci si trova niente di male in Berlusconi, nel fatto che lui faccia anche i suoi interessi e guadagni tanti soldi. Semplicemente è il più centrato tra tutti i politici che ci sono attualmente in giro; forse salverei Soru, che mi sembra uno abbastanza centrato. E’ interessante vedere come due centrati combattano tra loro: quando uno è “dall’altra parte” un’anima elevata e venendo quaggiù si scontri con un’altra anima elevata semplicemente perché a livello mentale ha idee opposte.

Per questo dico che è importante uscire dal piano mentale; solo in questo modo si può riconosce un altro che sta lavorando per il bene dell’Italia, aldilà delle idee politiche. Secondo me Berlusconi è il personaggio migliore in questo momento per l’Italia; prima o poi lo faranno fuori in qualche modo, un po’ come per il Papa, ma se non ci fosse lui l’Italia sarebbe rovinata da tempoperché non ci sarebbe nessun altro a tenerla insieme. Quando altri vanno al governo innanzitutto perdiamo credito a livello di politica estera, mentre lui è amico di tutti e riesce a mantenere contatti con tutti. Gli altri nostri politici non sarebbero in grado perché non hanno lo stesso carisma, la stessa capacità animica di farlo. Lui riesce addirittura a far andare d’accordo diverse nazioni tra di loro. Ha una capacità di agire in modo deciso e veloce come per esempio ha fatto con il terremoto. Poi ovviamente c’è sempre qualcuno che viene fuori e dice “Lo ha fatto per i suoi interessi, perché ci ha guadagnato…”. Ci avrà guadagnato qualche sua azienda, non lo so, non mi interessa per niente, io guardo solo la qualità dell’essere umano.

Se vedo che qualcuno ha delle qualità ed è nel posto giusto, mi piace perché sono oltre qualsiasi tipo di giudizio, non mi interessa se uno è di destra o sinistra, mi interessa vedere le qualità. Bisogna uscire dalla visione moralista. Tra l’altro Berlusconi è stato l’unico a dire apertamente che la crisi è un fatto psicologico e a venire subito attaccato dalla sinistra, che lo ha accusato di menefreghismo. E’ l’unico che lo ha detto e non poteva dire cosa più furba.

– Perché la crisi è un fatto psicologico?

Perché la tua realtà sei tu a crearla. Non la televisione. Nella misura in cui la tua coscienza fa parte della coscienza di massa, come la coscienza dei topi in cui uno vale l’altro, allora quando c’è la crisi allora tu entri nella crisi, quando c’è un’epidemia tu ti becchi la malattia. Nella misura in cui tu sei sveglio, o hai almeno iniziato a risvegliarti, non ragioni più con la coscienza di massa e inizia a crearti la tua realtà. Quindi il tuo negozio andrà bene anche quando c’è la crisi. La tua attività potrà prosperare quando invece gli altri chiudono bottega perché credono alla televisione. Quindi Berlusconi che è un imprenditore in gamba ha detto subito questo agli altri imprenditori – qualcuno l’avrà capito, qualcuno no, ma è comunque importante dirlo. 

Non esiste una crisi esterna perché arriva personalmente a te quando c’è qualcosa che non va nel tuo essere, nel momento in cui stai sbagliando qualcosa tu. Non guadagni, non hai successo perché c’è qualcosa da mettere a posto dentro, non perché c’è la crisi o un periodo di prosperità all’esterno. Altrimenti siamo sempre degli idolatri del mondo esterno. Questo Berlusconi lo sa perché la sua vita se l’è costruita letteralmente come ha voluto. Per questo ha fatto questo discorso agli imprenditori e se questi non recepiscono, siamo fottuti.

– Tu ti definiresti un eretico?

Beh sì, sotto vari aspetti. Sono eretico rispetto al pensiero dominante. Sono eretico rispetto al pensiero che sta emergendo, quello della New Age, della quale non approvo l’amore per le tecniche invece che per il vero lavoro di risveglio. Sono eretico riguardo alle religioni perché secondo me è arrivato il momento di cambiare e dedicarsi all’esoterismo che c’è all’interno. Penso che sarò un eretico anche quando cambierà tutto a livello sociale. In un mondo di amore e pace sarò l’unico a fare l’incazzato, perché servirà quello.

– Ultima domanda: hai qualche progetto per il futuro? Qualche lavoro? Qualche anticipazione che ci puoi dare?

Io ho un progetto a lungo termine che è quello di creare una scuola dove si insegni ai ragazzi, possibilmente anche ai bambini, questi nuovi concetti; per esempio che la realtà è interamente creata da te, che la realtà è uno specchio, che è possibile andare oltre la mente, oltre le emozioni. E’ però un progetto a lunga scadenza perché per adesso non vedo le possibilità sociali, c’è un periodo di caos così grosso! Per essere più precisi, la mia intenzione è quella di creare una vera scuola ufficiale. Una scuola di esoterismo la si può creare in qualsiasi momento, è al di fuori del sistema e non darebbe fastidio, invece io voglio creare qualcosa che sia all’interno del sistema. Frequentando questa scuola ti prederesti il diploma per poi andare all’università. Anche se sarebbe una scuola in cui si parla di alchimia, di terapie…per questo è un progetto così a lungo termine. A livello economico i soldi arriveranno quando sarà il momento giusto!

Web: http://www.ilgrimaldello.com/2010/06/intervista-a-salvatore-brizzi

Yuri Ceschin

 

 

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