Il piano astrale

IL PIANO ASTRALE

fata e spiriti di natura dal sito wwww.bethelux.it

Prima di parlare in maniera approfondita del piano astrale presentiamo una breve descrizione tecnica dell’universo in cui l’uomo abita. I mondi, o piani, in cui l’universo manifesto è suddiviso sono sette. Questa classificazione, riportata dalla Teosofia, risale ad antichissime conoscenze di matrice Indù. Partendo dal basso essi sono: FISICO, ASTRALE (detto anche Emotivo), MENTALE, BUDDHICO, ATMICO, ANUPADAKA (detto anche Monadico), ADI (detto anche Logos Divino).
Si aggiunga che il FISICO si divide in FISICO vero e proprio ed ETERICO; il MENTALE si divide in MENTALE INFERIORE e MENTALE SUPERIORE detto anche CAUSALE.
Ecco i sette piani:

7- ADI (o Logos)
6- ANUPADAKA (o Monade)
5- ATMICO
4- BUDDHICO
3- MENTALE e CAUSALE
2- ASTRALE (o Emotivo)
1- FISICO ed ETERICO

Solo il piano più basso, il fisico denso, è visibile agli occhi dell’uomo ordinario: qui si manifesta la materia nella sua forma grossolana come è comunemente conosciuta. Il piano più elevato è quello divino, altrimenti detto « del Logos ».
Ogni piano è a sua volta diviso in sette sottopiani, che variano per la minore o maggiore finezza della materia che li costituisce. Nel settimo sottopiano, quello più basso, si trova la materia più grossolana, i cui atomi vibrano a una frequenza inferiore; il primo sottopiano è composto di materia più sottile i cui atomi vibrano molto velocemente.
I tre sottopiani più bassi del FISICO costituiscono il fisico che si è in grado di osservare nella quotidianità: solido, liquido, gassoso; i quattro sottopiani più alti costituiscono l’ETERICO, detto anche DOPPIO ETERICO in quanto è una copia perfetta del corpo fisico più denso. I quattro sottopiani più bassi del MENTALE costituiscono il mentale inferiore (la mente razionale); i tre sottopiani più alti costituiscono il CAUSALE o mentale superiore (mente astratta).

Lo schema riportato in precedenza può essere presentato anche nella seguente forma, più semplice e, soprattutto, più utile dal punto di vista del lavoro alchemico che ci si appresta a compiere:

1- Fisico superiore (o ATMICO)
2- Emotivo superiore (o BUDDHICO)
3- Mentale superiore (o CAUSALE)
3- Mentale
2- Emotivo
1- Fisico

I tre piani inferiori appartengono al mondo della materia, o della personalità. I tre piani superiori concernono il mondo dello spirito. A ogni piano nella materia corrisponde un piano nello spirito. Per ognuno dei piani l’uomo ha fabbricato – o dovrà fabbricare in futuro attraverso il lavoro alchemico – uno specifico « corpo ». Ciò significa che quando l’individuo riesce a trasmutare il suo corpo mentale questo sale di livello e diviene il suo corpo CAUSALE. Quando riesce a trasmutare il suo corpo emotivo questo sale di livello e diviene il suo corpo BUDDHICO. Quando riesce a trasmutare il suo corpo fisico questo sale di livello e diviene il suo corpo ATMICO. Quest’ultima operazione è detta « risurrezione nella carne », in quanto grazie ad essa lo stesso corpo fisico diventa immortale.
Per amore di semplicità, nel corso della trattazione comprenderemo sotto l’espressione «corpo di gloria» o «corpo dell’anima» tutti e tre i piani superiori, cioè i piani spirituali, senza distinguere fra causale, buddhico e atmico. Il percorso alchemico porta infatti alla costruzione dei tre corpi al contempo.

I due piani più elevati – Anupadaka (o Monade) e Adi (o Logos, cioè Dio) – sono considerati i piani divini. Abbiamo quindi i piani materiali (o della personalità), i piani spirituali (o dell’anima) e infine i due piani divini, ai quali l’essere umano giunge solo al termine dell’Opera. Essi implicano la completa identificazione con il Tutto e la scomparsa totale dell’individuo in quanto singolo essere.

I mondi spirituali non sono qualcosa di separato e distante dalla realtà quotidiana; essi bensì compenetrano interamente il piano fisico che l’uomo conosce e nel quale svolge le sue attività. Tali mondi gli risultano però invisibili in quanto costituiti di una materia più sottile di quella fisica, capace cioè di vibrare a una frequenza più elevata. Si può ad esempio immaginare che fra la materia del piano fisico e quella dell’astrale intercorra la stessa differenza che c’è fra il ghiaccio e il vapore.
I sensi dell’uomo comune possono percepire unicamente una finestra di frequenze che va dagli infrarossi agli ultravioletti, e rimane per essi inarrivabile l’intero universo che non può essere scorto attraverso tale limitata finestra. Così come gli occhi fisici non sono tarati per vedere le radiazioni elettromegnetiche, allo stesso modo non possono percepire le forme che si trovano sul piano astrale. Ma mentre le prime vengono individuate grazie ad appositi strumenti messi a punto dalla scienza, per le seconde non sono ancora stati approntati mezzi scientifici atti alla loro percezione. In ogni caso ciò che appartiene a un piano superiore può essere realmente percepito solo mutando il proprio stato di coscienza fino a portarlo su quel piano, il che equivale a dire che è possibile conoscere il mondo a quattro dimensioni solo se si possiede una coscienza quadridimensionale e non certo costruendo una macchina capace di registrare e ridurre alle tre dimensioni fenomeni che accadono nel mondo a quattro dimensioni.

astronomia/astrologia

La materia dell’astrale (il piano più prossimo al fisico) esiste in sette stati o gradi di finezza, che per meglio comprendere si può far corrispondere ai diversi stati di materia fisica: solido, liquido, gassoso, eterico, supereterico, subatomico, atomico. Ognuno di questi sette stati di materia va a costituire una delle sette suddivisioni, o sottopiani, del mondo astrale. Tali suddivisioni si trovano anche su tutti gli altri piani superiori all’astrale (il mentale, il buddhico, ecc.).
Lo studioso può immaginare questi sette livelli come dei « gironi » danteschi, tenendo però presente che essi non sono disposti uno sull’altro: questo è infatti solo un metodo di rappresentazione, ma in verità la materia di ciascuno dei sette sottopiani interpenetra quella del sottopiano immediatamente inferiore. Essi coesistono dunque tutti nel medesimo spazio in corrispondenza della superficie della Terra. L’uomo vive letteralmente immerso in ciascuno di essi.
Alla materia di ogni sottopiano corrisponde un determinato livello di coscienza, dal più sottile al più grossolano. L’anima di un trapassato raggiunge, sulla base di una risonanza vibratoria, quel sottopiano ultraterreno che più si addice al suo livello di coscienza. Ogni anima arriva quindi in un suo aldilà, che in ultima analisi rispecchia soltanto i contenuti della propria coscienza. Con il suo modo di vivere la vita quotidianamente ogni individuo si sta creando il suo Inferno e il suo Paradiso futuri; in quanto nell’aldilà non potrà fare a meno di dirigersi, come attratto da una calamita, verso i sottopiani – i “gironi” – che più si addicono a quello che è stato il suo modo di pensare e agire sulla Terra, e sovente, utilizzando la materia astrale presente in quel particolare luogo, si creerà un suo mondo psicologico paradisiaco o infernale.
L’argomento viene trattato approfonditamente nell’articolo Cosa succede dopo la morte.

Il settimo sottopiano è quello più denso, la materia è la più grossolana e vibra in risonanza con gli istinti meno nobili dell’uomo. Passarci attraverso è come aprirsi il cammino attraverso un fluido nero e vischioso. E’ abitato da esseri ripugnanti, brutali e criminali: gli assassini, i pervertiti e gli schiavi dei loro vizi dopo la morte del corpo fisico dimorano a lungo su questo sottopiano prima di poter iniziare la loro ascesa verso i livelli superiori.
La materia costituente gli altri sottopiani è via via sempre più sottile e corrisponde ad emozioni sempre meno materiali e pesanti.
Ai livelli 3, 2 e 1 le anime dei defunti perdono di vista la Terra e le sue attività. Sono profondamente assorbiti dai pensieri e per lo più sono essi che creano il proprio ambiente. Vivono in città immaginarie di loro creazione, provenienti in parte dai loro pensieri e in parte da quelli dei loro predecessori. Tali scenari fantastici e di notevole bellezza possono ammaliare il viaggiatore spirituale neofita, il quale può rischiare di perdersi in tali paesaggi frutto di allucinazioni astrali, aggiungendo le proprie personali fantasie a quelle già presenti.
Il secondo sottopiano è specialmente abitato da religiosi egoisti e poco spirituali. Qui costruiscono templi immaginari e adorano una riproduzione della divinità che già adoravano nel mondo fisico.
Il primo sottopiano è destinato a coloro che durante la vita si sono consacrati a ricerche materiali non per rendere un servigio ai loro fratelli, ma per soddisfare le proprie ambizioni egoistiche. Qui gli spiriti non costruiscono ambienti immaginari come sui livelli inferiori. Tali persone possono restare per anni su questo sottopiano, presi dalle loro ricerche intellettuali, prima di cominciare a distaccarsene e decidere di progredire verso i mondi celesti.

tripusaureus (il treppiede aureo)

Le persone viventi sul piano astrale passano l’una attraverso l’altra, e anche attraverso gli oggetti astrali fissi. Nel mondo spirituale non possono avvenire incidenti, perché il corpo astrale, essendo relativamente fluido, non può essere distrutto o danneggiato in modo permanente. Un’esplosione in astrale sarebbe temporaneamente disastrosa, ma poi i frammenti astrali si riunirebbero rapidamente.
Sul piano astrale non si sentono le superfici dure o morbide, ruvide o lisce, calde o fredde. Quando si viene a contatto con altra materia astrale, sia essa un oggetto o un’anima, si resta coscienti di un grado vibratorio diverso, il quale potrebbe riuscire piacevole o spiacevole, stimolante o deprimente.
In astrale vi è una luminosità diffusa, senza che la luce sembri provenire da una particolare direzione. Tutta la materia astrale è essa stessa luminosa. Non vi è mai la notte e non vi sono ombre perché i corpi astrali sono trasparenti. Le condizioni climatiche non si fanno praticamente sentire su questo piano. Non esiste il sonno.
Il piano astrale è spesso detto il reame dell’illusione, e ciò non perché esso sia meno reale di quello fisico – al contrario, più ci si addentra nei piani sottili dell’esistenza più ci si avvicina alla realtà – ma unicamente perché i suoi molti abitanti hanno il meraviglioso potere di cambiare forma con grande rapidità e di creare mondi fantastici nei quali restano immersi loro stessi e immergono e confondono il visitatore poco scaltro.
Questi e altri fenomeni vengono ampiamente descritti nell’ottimo e indispensabile “Il corpo astrale e relativi fenomeni” di A. E. Powell, a cui si rimanda per uno studio serio.

La vista astrale percepisce colori differenti da quelli dello spettro abitualmente visibile: l’ultravioletto e l’infrarosso sono perfettamente osservabili. Con la vista astrale si ha l’impressione di vedere gli oggetti da tutti i lati contemporaneamente. Ogni particella interna di un solido è altrettanto visibile come l’esterno. Se si guarda un libro chiuso si vede ciascuna pagina non attraverso le altre, ma come se quella fosse la sola pagina visibile, perché in astrale nulla e sovrapposto a qualcos’altro. In tali condizioni anche gli oggetti familiari possono a prima vista riuscire irriconoscibili.
Le caratteristiche del mondo astrale sono quelle di un mondo a quattro dimensioni, come da tempo è già stato concepito dalla geometria e dalla matematica. I libri classici su questo soggetto sono: La Quarta Dimensione e Tertium Organum di P.D. Ouspensky, The Beautiful Necessity e Fourth Dimensional Vistae di Claude Bragdon.

 

GLI ABITANTI DEL PIANO ASTRALE

 

dal sito http://www.strato.net/~crvny/sa01001.htmlRisulta pressoché impossibile enumerare tutte le specie di entità astrali, così come è compito assai gravoso compilare un elenco di tutte le specie viventi sul piano fisico. Si elencano pertanto le principali rifacendosi ancora una volta ai preziosi testi di Arthur E. Powell (“Il Corpo Astrale”) e C.W. Leadbeater (“Il Piano Astrale”).

Entità che sono ancora vive nel corpo fisico:
– Persone comuni. Persone i cui corpi fisici sono addormentati e che durante la notte vagano nel corpo astrale per il mondo spirituale. Tutti gli uomini viaggiano in questa maniera durante il sonno, ma data l’assenza di consapevolezza e quindi di controllo sul proprio corpo astrale, tali viaggi risultano involontari e in genere confusi e poco utili.
– Maghi e loro allievi. Di norma questa categoria usa il corpo MENTALE e non quello astrale, ma nelle fasi meno avanzate dell’istruzione impartita dal Mago ai suoi apprendisti all’interno dei mondi spirituali il corpo astrale è il primo con il quale si deve prendere confidenza una volta che, attraverso l’esercizio, si è divenuti perfettamente coscienti in esso.
– Maghi neri e loro allievi. Questa categoria corrisponde alla precedente, con la differenza che lo sviluppo ha per scopo il male e non il bene, e i poteri vengono acquisiti per scopi egoistici miranti a soggiogare l’umanità anziché favorirne l’evoluzione.
– Psichici. Ogni altra persona che abbia sviluppato – attraverso esercizi o per naturale predisposizione – i suoi poteri psichici al punto da essere in grado di viaggiare coscientemente in astrale. Se essa non è però giustamente seguita e istruita da un iniziato interpreta spesso in maniera frammentaria ed errata tutto quanto vede e non è in grado di sfruttare appieno questi suoi poteri.

Entità che non sono più vive nel corpo fisico:
– Persone comuni dopo la morte. Questa classe comprende ogni specie di persone a diversi stadi di coscienza. Dalla persona mediamente evoluta all’essere umano più infimo e dalla coscienza malvagia. Solitamente non ci sono qui anime molto evolute, se non un certo numero che ha deciso consapevolmente di rimanervi per aiutare le altre anime in difficoltà.
– Ombre. Quando la vita astrale dell’uomo è terminata, egli muore sul piano astrale e lascia dietro di sé il corpo astrale in disintegrazione, allo stesso modo che quando muore fisicamente abbandona il corpo fisico, il quale si decompone. Questo cadavere astrale conserva ancora la sua apparenza e alcune facoltà mentali come la memoria e le vecchie abitudini. Non costituisce un problema in sé – tutt’alpiù può ingannare i medium delle sedute spiritiche che scambiano l’ombra per l’anima del defunto – ma in quanto si presta ad essere utilizzata dai Maghi neri per le loro basse finalità.
– Gusci. Sono ombre all’ultimo stadio di disintegrazione prima di scomparire. Possono essere vitalizzate attraverso cerimonie di magia nera o riti Voodoo e Obeah.
– Suicidi e vittime di morte improvvisa. Alcuni degli individui che sperimentano il trapasso in queste circostanze traumatiche non si rassegnano alla loro nuova condizione e cercano di prolungare la loro esistenza vicino alla materia terrestre assorbendo vitalità dagli esseri umani che riescono a influenzare.
– Vampiri. Vedi pagina sull’argomento Vampiri.
– Allievi. Allievi di Maghi e iniziati in genere che in seguito alla morte del corpo fisico decidono di rinunciare a salire verso i piani spirituali più alti per potersi reincarnare subito e continuare a svolgere il loro lavoro a favore dell’umanità. Nell’attesa della reincarnazione svolgono dei compiti di assistenza delle altre anime in astrale.
– Maghi neri e loro allievi. Disposti a qualunque nefandezza pur di rimanere sul piano astrale, da dove possono influenzare i viventi e rubare energia per la propria sopravvivenza. Spesso le loro azioni vengono scambiate per attività di demoni.

Entità astrali non umane:
– Essenza elementale. Forma di vita dall’aspetto indefinito che si trova diffusa in tutto il piano astrale. È una sorta di massa informe che naviga in astrale. E’ estremamente sensibile a tutti i pensieri umani, anche i più fugaci, e reagisce in una infinitesima frazione di secondo a ogni vibrazione messa in gioco dal volere o dal desiderio dell’uomo, anche se questi ne è completamente inconscio. Ogni pensiero e sentimento umano fa sì che tale materia si plasmi immediatamente in un essere vivente autonomo, ma la sua esistenza è solo temporanea, perché appena l’uomo cessa di dare energia a quel particolare desiderio o pensiero l’essenza elementale torna nella massa indifferenziata da cui è provenuta.
È impressionante il numero di entità che i pensieri umani, buoni o cattivi che siano, evocano incessantemente da quell’oceano di essenza per dar loro anche solo una breve esistenza autonoma. Il visitatore astrale è molto colpito da questo inarrestabile movimento di creazione e dissoluzione che avviene in astrale e che corrisponde al susseguirsi di emozioni e pensieri nell’uomo. Le entità elementali prodotte da pensieri di disprezzo e da emozioni pesanti assumono la forma di minacciosi orrendi mostri dai colori cupi, ma esse si ritirano sempre davanti a uno sforzo di volontà del Mago.
L’essenza elementale prende forma sotto l’influenza delle correnti di pensiero involontarie che le persone lasciano scorrere oziosamente attraverso il loro cervello, ma non si crea che una vita semi-intelligente, la quale non agisce, ma si limita a reagire agli impulsi provenienti dall’uomo i quali possono essere diretti a rafforzarla, se il pensiero o l’emozione vengono ripetuti, o dissolverla se essi scompaiono dalla sua mente.
L’entità elementale una volta creata, se è tenuta in vita dalla ripetizione del medesimo pensiero o sentimento, cerca comunque di sopravvivere come farebbe una qualunque altra forma di vita, e si adopera per influenzare l’individuo o il gruppo di individui da cui è stata prodotta, affinché le venga fornita, attraverso la ripetizione, l’energia per continuare a esistere. Una forma-pensiero di gelosia o depressione, se continuamente alimentata, può letteralmente “attaccarsi” a un uomo per tutta la vita e influenzare i ogni suo comportamento.
È evidente che il regno elementale nel suo insieme è così come lo hanno reso i pensieri e le emozioni collettive dell’umanità.
La maggior parte delle cerimonie di magia, bianca o nera, dipendono quasi interamente dalla manipolazione di queste entità, sia direttamente per volontà del Mago, sia per il tramite di qualche entità astrale da lui evocata per tale scopo. L’elementale in ogni caso non possiede iniziativa, esso è una forza latente che ha bisogno di un impulso esteriore per entrare in azione.
Il Mago può così utilizzare l’odio di una persona per danneggiarne un’altra, manipolando quella disgustosa forma-pensiero fatta di materia elementale (ciò che è comunemente conosciuto sotto il nome di “magia nera”). Allo stesso modo un Mago dal Cuore aperto e compassionevole può creare un’entità elementale che guarisca o protegga una persona in difficoltà.
Thot– Spiriti di natura. Appartengono a una linea evolutiva diversa dalla nostra: non sono mai stati e non saranno mai membri dell’umanità come noi la conosciamo. Vi sono spiriti della terra, dell’acqua, dell’aria, del fuoco (o dell’etere) che sono entità astrali intelligenti residenti in questi diversi ambienti.
Spiriti della terra: gnomi; spiriti dell’acqua: ondine; spiriti dell’aria: silfidi; spiriti dell’etere: salamandre. Nel linguaggio popolare: fate, elfi, folletti, satiri, fauni, koboldi, lutini, genii, troll ecc. Come quasi tutte le entità astrali sono capaci di prendere a volontà una qualunque forma, ma hanno delle forme preferite alle quali ritornano sempre. Sono invisibili alla vista fisica, ma possono rendersi visibili con la « materializzazione » quando lo vogliano.
Di norma rifuggono le zone abitate dall’uomo e la vicinanza dell’uomo in genere, le cui cattive emanazioni astrali mal sopportano. Se lo avvicinano è sovente per giocargli degli scherzi e burlarsi di lui, magari per fargli smarrire la strada all’interno di un bosco. Essi amano infatti massimamente il gioco e lo scherzo, anche spinto ad estreme conseguenze.
– Demoni. Esseri astrali in genere molto potenti (ma le differenze di rango possono essere anche notevoli) che agiscono unicamente per egoismo e si nutrono dei pensieri separativi e delle emozioni negative degli esseri umani. Appartengono a differenti razze: i più noti sono i « rettiliani » resi famosi dall’autore David Icke e di cui si parla nella sezione “La trappola planetaria” di questo sito. Di norma vengono considerate razze aliene provenienti da altri luoghi del cosmo e giunte sul piano astrale della Terra migliaia se non milioni di anni fa.
– Deva. Detti angeli o « figli di Dio » in altre tradizioni. Anch’essi appartengono a un’evoluzione distinta da quella dell’umanità, e occupano un rango che le è immediatamente superiore. Alcuni di essi sono appartenuti all’umanità nel passato. Appaiono generalmente come esseri umani di misura gigantesca. Tutto ciò che è cattivo è già stato da tempo eliminato dal loro essere.
In taluni casi essi sono capaci di assumere – qualora lo vogliano – forme umane materiali. Anche sul piano astrale si manifestano raramente, e quando lo fanno rappresentano gli abitanti non umani più elevati.
– Corpi astrali degli animali.

 

IL CORPO ASTRALE

i corpi dell'uomo e i chakra, immagine tratta dal sito www.raggiodiluce.it

Secondo gli insegnamenti tradizionali più antichi – dei quali è impossibile rintracciare le fonti e che si tramandano in gran parte per via orale – l’uomo è composto di diversi corpi oltre a quello fisico percepibile attraverso i sensi grossolani. Esistono in merito varie classificazioni a seconda della scuola esoterica o della religione che si vuole considerare. Ad esempio nella tradizione cristiana si considerano quattro corpi:

– carnale (corpo fisico)
– naturale (corpo astrale o emotivo)
– spirituale (corpo mentale)
– divino

Sebbene tutte le suddivisioni siano in qualche modo esatte e si discostino tra loro solo in virtù del fatto che spesso cambiano le capacità del chiaroveggente o anche solo il contesto sociale in cui questo si muove e ha il compito di divulgare tali conoscenze, noi ci atterremo alle informazioni provenienti dagli scritti di Alice Ann Bailey e di Arthur E. Powell, ricordando però che nessun dato deve essere preso come assolutamente vero dal praticante fino a quando questi non lo abbia verificato sperimentalmente attraverso un attento lavoro su di sé. Tutto ciò che non può essere provato seguendo i criteri dell’esperimento non possiede alcun valore.
Secondo quanto riportato in tali scritti – e da noi verificato attraverso la pratica – l’uomo possiede tre corpi:

1- FISICO (a sua volta suddiviso in fisico denso e fisico ETERICO)
2- EMOTIVO (più conosciuto come ASTRALE, e in alchimia come Fluidico o Mercuriale)
3- MENTALE

Nell’uomo ordinario questi tre corpi esistono in una manifestazione non ancora perfetta. Sulla perfezione del corpo fisico e sulla capcità dell’uomo di controllarlo stendiamo un velo pietoso: è sufficiente un raffreddore per impedirci di alzarci dal letto e non saremmo in grado di lavorare per una notte intera senza cominciare a piangere!
Per quanto concerne il corpo astrale, esso, nella maggioranza delle persone è poco più di una massa di materia astrale disorganizzata, i cui movimenti e impulsi sfuggono quasi completamente al controllo dell’individuo. D’altronde è una verità osservabile tutti i giorni quanto sia ancora primitiva la capacità di gestione delle proprie emozioni, desideri e passioni da parte dell’uomo medio.
Tutto ciò è ancor più vero per quanto concerne il mentale, a tal punto che spesso egli non ha nemmeno il più vago sentore di talune sue capacità latenti. L’individuo comune infatti non sa di poter mutare la realtà attraverso il potere della sua mente concentrata e non riesce a concepire di poter rappresentare l’ente divino incarnato.

quadro di Rick Grimes

È compito del Mago disciplinare e rafforzare – «fissare» – i tre corpi che rappresentano la sua PERSONALITA’ (fisico, emotivo e mentale) mentre ancora vive nel mondo fisico, e al contempo fabbricare i tre corrispondenti « corpi superiori » a partire dalle sostanze che i tre inferiori gli mettono a disposizione. Questo coincide con la possibilità di trasferire la sua coscienza in questi corpi superiori – riassunti nell’espressione «corpo di gloria» o «corpo dell’anima» – e quindi di aprire la sua vista su differenti dimensioni della realtà.
Tali corpi superiori sono:

3- Mentale superiore (o CAUSALE)
2- Emotivo superiore (o BUDDHICO)
1- Fisico superiore (o ATMICO)

Tali involucri – che di norma vengono riassunti nel termine “anima” – esistono nell’uomo solo “in embrione”, più come possibilità latenti che non come effettive realizzazioni.

L’uomo la cui unica possibilità di coscienza è legata al cervello della macchina biologica dovrà sempre sottostare agli impulsi provenienti da tale macchina. I bisogni e i desideri della sua personalità – la macchina – lo governano e lo trascinano lungo la vita. La sua esistenza è allora una serie di reazioni meccaniche della personalità all’ambiente circostante. Egli è un completo schiavo dei suoi istinti inferiori.
Il Mago che abbia « fissato » uno dei corpi sottili inferiori, o « cristallizzato » uno di quelli superiori – e abbia trasferito in esso il suo centro di consapevolezza – può liberamente aprire la propria coscienza su quel piano superiore e muoversi liberamente utilizzando il nuovo corpo, così come faceva con il corpo fisico nel mondo fisico. Su tale piano egli acquisisce l’autorità per dirigere il corpo anziché subirne i capricci.
Egli può ad esempio allontanarsi temporaneamente dal piano fisico per portare aiuto a un singolo o a una comunità muovendosi sul piano astrale o su quello mentale, da dove si può agire con maggiore efficacia. Oppure può ricercare su questi piani i contatti per acquisire maggiori conoscenze in ogni campo del sapere.

Una delle spiacevoli conseguenze derivanti del rimanere completamente identificati con una macchina biologica è il fatto di dover morire con essa. Chi si è limitato ad essere un cervello lungo tutta la sua esistenza… morirà quando morirà quel cervello. Un essere umano che crede di essere i suoi pensieri e le sue emozioni, che perde ogni capacità razionale se messo di fronte al tradimento del proprio partner, che si arrabbia o si deprime come un bambino, come può sperare di avere in sé la forza necessaria per sopravvivere coscientemente all’evento della morte?
Quando l’anima lascia il corpo fisico, occupa comunque il corpo mercuriale, o astrale, ma l’individuo, non avendo ancora sviluppato la capacità di essere consapevole nell’astrale, si troverà in uno stato di semi-incoscienza nel nuovo ambiente. Sarà comunque consapevole di sé, ma in una sfera simile a quella del sogno. Quale è infatti il grado di coscienza astrale dell’uomo medio? Lo si può facilmente dedurre dai sogni.
il corpo astraleQuando l’uomo sogna si trova nel suo corpo astrale, proprio come lo sarà dopo la morte, quindi è sufficiente che osservi quanto è lucida la sua coscienza durante i sogni per ricavare con buona approssimazione quanto sarà lucido dopo la morte. Nel sogno percepisce ciò che accade intorno a lui ma è solo vagamente cosciente di sé come individuo. È uno stato di semi-incoscienza difficile da descrivere: l’uomo sa ancora di esistere… ma non perfettamente come potrebbe saperlo sulla Terra fisica.
Solitamente la sua percezione dell’ambiente durante i sogni è piuttosto vaga ed egli non è in grado di decidere nulla circa gli avvenimenti, sebbene sia convinto del contrario; in realtà viene letteralmente trasportato dagli eventi circostanti. Non stabilisce i luoghi da visitare, né le persone da incontrare; non può gestire la sua forza, né la sua capacità di spostarsi. Tutto gli accade e lui è un burattino semi-incosciente nelle mani delle sue emozioni e dei suoi istinti, i quali decidono di quale commedia egli diviene protagonista di volta in volta. Un destino simile lo attende da disincarnato.
Se invece un uomo si dedica all’Ars Regia durante l’incarnazione, può sviluppare la coscienza astrale, può cioè cristallizzare il suo corpo mercuriale e divenire pienamente cosciente in esso pur rimanendo vivo in quello fisico. Il vero chiaroveggente è colui che può decidere di spostare in ogni momento la sua coscienza dal fisico all’astrale e viceversa, percependo ora un mondo ora l’altro. Tale uomo è anche capace di sogni lucidi, cioè di sogni nei quali lui si muove nel mondo astrale con la stessa piena coscienza con cui lo fa nel fisico, stabilendo dove andare e quali entità incontrare.
Un giorno si cristallizzerà anche il suo corpo mentale e verrà risvegliata la sua consapevolezza in esso. Gli si aprirà un mondo a cinque dimensioni – non più le tre del cervello fisico o le quattro dell’astrale – e assumerà nuovi poteri eccezionali, ma anche questo evento non garantisce l’immortalità assoluta.

L’immortalità ottenuta in tal modo è ancora relativa. Si parla di “sopravvivenza alla morte fisica” più che di immortalità. Il corpo « fluidico » e il corpo mentale vanno infatti anch’essi soggetti a disgregazione e prima o dopo moriranno. L’alchimista deve allora proseguire indefessamente l’Opera – l’Opus Magnum – che gli consente di fabbricare un «corpo di gloria» e realizzare l’identificazione con l’anima ( Albedo ): questa è la vera immortalità. La « fissazione » dei corpi sottili inferiori (astrale e mentale) che permette di sopravvivare alla morte pur senza aver aperto il Cuore ed essersi identificati con l’anima, costituisce un “effetto collaterale” del lavoro magico/alchemico, il cui fine rimane sempre la realizzazione della propria identità animica (nell’Albedo) e dell’identità divina (nella Rubedo).
Impegnarsi in funzione dell’ottenimento della sopravvivenza astrale, della visione astrale o dell’attitudine a viaggiare in astrale… costituisce un comportamento infantile, da ascriversi alla Bassa Magia, se non addirittura alla Magia Nera qualora venga fatto per fini egoistici.
Credere che ogni uomo possegga un’anima immortale per diritto di nascita è altrettanto folle che non credere all’esistenza dell’anima e della vita dopo la morte. La « coscienza dell’anima » e la conseguente immortalità sono possibili solo nella misura in cui un uomo lavora per ottenerle lungo tutta la sua incarnazione.

Il corpo astrale dell’uomo è un veicolo non dissimile dal corpo fisico, circondato da un’aureola di colori sfolgoranti e costitito di un ordine di materia più fine di quella fisica. Per mezzo di tale corpo si esprimono le sensazioni, le passioni, i desideri e le emozioni, ed esso agisce quale ponte di congiunzione tra il corpo fisico e il corpo mentale.
Il corpo astrale interpenetra il corpo fisico ma si estende anche tutt’intorno, come una nuvola. Quella parte dell’astrale che si può osservare al di là dei limiti del corpo fisico è comunemente detta aura astrale. La parte centrale del corpo astrale prende esattamente la forma del corpo carnale ed appare quindi più solida e definita della circostante aura, la quale è invece molto più rarefatta.

Una delle caratteristiche del corpo mercuriale è l’incessante gioco di colori, i quali sono l’espressione nella materia astrale dei sentimenti, delle passioni e delle emozioni dell’individuo.
Ecco un elenco dei principali colori e delle corrispondenti emozioni che essi esprimono (la fonte è “Il corpo astrale e relativi fenomeni” di A. E. Powell, a cui si rimanda per approfondire lo studio):

opera di Zdzislaw Beksinski, dal sito http://art.gothic.ru/art_e

Nero: odio e malizia.
Lampi di rosso scuro su sfondo nero: collera.
Nube scarlatta: irritabilità.
Scarlatto vivo: nobile indignazione.
Rosso sangue e rosso cupo: sensualità.
Grigio-bruno: egoismo.
Bruno-verdastro illuminato di lampi scarlatto: gelosia.
Grigio: depressione.
Grigio livido: paura.
Rosa: amore non egoista.
Arancio: orgoglio o ambizione.
Giallo cupo: intelletto usato per fini egoistici.
Giallo primula: intelletto votato a scopi spirituali.
Giallo oro: intelligenza pura applicata a filosofia o matematica.
Verde-grigio: astuzia usata per ingannare.
Verde smeraldo: versatilità, ingegnosità altruista.
Blu cupo: sentimento religioso.
Blu chiaro: devozione a un nobile ideale spirituale.
Ultravioletto: sviluppo delle facoltà psichiche del Mago per fini elevati.
Infrarosso: basse facoltà psichiche del Mago Nero.
In proposito si veda ancora “Il corpo astrale e relativi fenomeni” di A. E. Powell.

Nessuno dei sensi astrali è localizzato in una determinata parte del corpo astrale, il Mago che ha sviluppato la vista sottile utilizza una qualunque parte del corpo astrale per vedere, per cui vede egualmente bene gli oggetti che sono davanti o dietro di lui, al di sopra, al di sotto o ai lati. Lo stesso è per gli altri sensi.

Sul piano astrale è possibile per il Mago produrre svariati fenomeni:
– La proiezione: chi ha raggiunto un dominio completo del corpo astrale può lasciare il corpo fisico non solo durante il sonno notturno, ma anche a suo piacere durante il giorno per spostarsi verso paesi lontani anche a grande distanza dal corpo fisico. L’inattività del corpo fisico, lasciato in un luogo sicuro, è una condizione necessaria per realizzare tali spostamenti.
– La disintegrazione di oggetti.
– L’apporto di oggetti, cioè il loro trasporto a grande distanza una volta disintegrati, per poi ricostituirli perfettamente una volta a destinazione.
– La materializzazione: il Mago, mentre si trova nel suo corpo astrale, può attirare dalla materia ambientale particelle di materia eterica o fisica al fine di materializzarsi a sufficienza fino a diventare visibile fisicamente in un dato luogo.
– La levitazione di corpi od oggetti per inversione della forza di gravità.

 

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