I vampiri, ladri di energia

 

 

Secondo lo scrittore romano Mario Corte, autore di un libro straordinario, intitolato “Vampiri Energetici – Come riconoscerli, come difendersi” (Ed. Il Punto d’Incontro), i vampiri non sono solo creature mitiche, che succhiano il sangue in Transilvania, ma anche e soprattutto persone reali, che succhiano energia agli altri per riempire il proprio vuoto interiore. Una visione rivoluzionaria ed affascinante, anche se a tratti inquietante, che lasciamo che sia lo stesso Mario Corte a spiegarci in dettaglio nel corso della lunga intervista che segue.

Vampiri, tra mito e realtà

– Come, quando è perché é nato il tuo interesse per i “vampiri energetici”?
“L’interesse per il mondo dei Vampiri energetici ha cominciato a piantare un campo-base dentro di me in due diversi momenti: il primo, assai lungo per la verità, è stato il momento dell’esperienza; il secondo, brevissimo ma traumatico, il momento della coscienza.

Il primo è durato praticamente tutta la vita, contrassegnato da esperienze molto dure; dure non perché a me siano capitati eventi in assoluto più gravi di quelli che capitano ad altri, ma perché, per natura, io ero portato a vivere qualunque cosa restando sempre in un contatto molto stretto con i sentimenti, senza tutte quelle anestesie psicologiche alle quali si ricorre normalmente per non soffrire.
Il secondo, il momento della coscienza, è cominciato solo pochi anni fa, quando mi sono reso conto, senza possibilità di ritorno, che esisteva un confine molto preciso tra persone ‘comuni’ e altre ‘vaccinate contro l’elemento S’ (dove S sta per Sentimento), cioè persone che sono state private di energia al punto tale da subire una sorta di mutilazione, di asportazione dei sentimenti più semplici e umani. E il Vampiro è esattamente questo: qualcuno che non è più in grado di vivere i sentimenti come una risorsa naturale, un alimento, una luce, ma li tratta come cose strane, complicate, inutili, dannose. Il ricordo di qualcosa che lui non ha più lo incattivisce, lo spinge a combattere l’Elemento S come se ne avesse il mandato divino, a tentare di debellare anche negli altri sottigliezze, sfumature, scrupoli e noiose necessità di fondare la vita sul senso di giustizia. Come è avvenuto per lui, pretende che anche gli altri sostituiscano il sentimento debellato con una serie di vuote contraffazioni: sentimentalismo, auto-mitizzazione e retorica di sé, verniciatura generale di valori politici, ideologici, culturali o puramente pratici.
Il momento della coscienza è stato come il risveglio in un incubo tanto cercato quanto temuto, comunque duro, perché tra i ‘vaccinati’ ho riconosciuto gente che aveva attraversato il mio cammino in precedenza, gente che lo attraversava in quel momento e gente che era stata sempre nella mia vita e che ora, come il Re della fiaba, girava disinvoltamente senza più indosso gli abiti di quell’illusione che fino a quel punto mi aveva annebbiato la vista; e mi sorrideva, oppure mi minacciava, ma in ogni caso continuava imperterrita a giocare i suoi giochi energetici. Allora ho accettato una verità che da sempre mi ero rifiutato di accettare: che gli uomini si riconoscono, senza alcuna possibilità di errore, dall’attitudine a usare il loro potere, grande o piccolo che sia, per fare doni agli altri, mentre i Vampiri usano il potere sempre ed esclusivamente per ottenere energia”.

– Quali sono le principali somiglianze e differenze tra il mito letterario del vampiro e il “vampiro energetico” di cui parli nel tuo libro?
“Le analogie sono moltissime, e inquietanti, tanto che, come spiego nel libro, sembra quasi che tra i due tipi di Vampiro vi sia più una sorta di simbiosi che una semplice somiglianza metaforica. Anzi, se qualcuno credesse all’esistenza dei Vampiri, gli verrebbe spontaneo pensare che sia proprio il Vampiro umano il preparatore di una condizione infernale in cui chi è abituato a fare il predatore in vita lo fa anche dopo la morte. Ma io mi occupo di Vampiri di questo mondo, e posso solo dire che, come il Vampiro letterario si nutre del sangue per alimentare la sua illusione di esistere, così quello ‘umano’ si nutre di energia per costruire mondi illusori dove trovare riparo e intrappolare le sue vittime. Per ogni genere di Vampiro l’illusione è fondamentale: illusione di esistere, illusione della superiorità di certi esseri su altri esseri (come se esistessero una ‘razza predatrice’ e una ‘razza preda’), illusione di poter evitare in eterno l’incontro con la vera faccia che li guarda dallo specchio ogni mattina. Anzi, a proposito di specchi, c’è una chiara analogia anche riguardo a uno dei modi per sconfiggerli: riuscire a metterli davanti allo specchio, dove vedranno riflesso qualcosa che non gli piacerà affatto, cioè il proprio nulla.
Un’altra analogia sconcertante con i Vampiri dell’oltretomba è che ai Vampiri umani non interessa assolutamente nulla di noi come persone: loro hanno un fine da perseguire e noi, anche se rientriamo in qualche modo nei loro programmi, vi rientriamo in qualità di risorse, non di persone. Entrambi si avvicinano alle prede con il semplice intento di soddisfare una squallida necessità ‘alimentare’: mai per scambiare, ma solo per prendere.
Ma l’analogia più inquietante, forse, è quella che ha a che fare con il momento in cui si svelano, in cui per la prima volta riusciamo a scorgere in loro i segni inequivocabili della loro condizione, in cui ci incontriamo con l’orrenda sorpresa di scoprire in loro il predatore e in noi la preda: quella è davvero una cosa insostenibile; è un po’ come scoprire una brutta malattia. È in quel momento che quasi sempre scegliamo non solo di rinunciare a lottare, ma di rinunciare a sapere, e torniamo a illuderci, a sperare di esserci sbagliati…
Le differenze, invece, purtroppo per noi, vanno tutte a vantaggio dei Vampiri. Mi spiego meglio: il Non-morto letterario può farci pena solo prima di scoprirne la vera natura, dopo no; se ci fa pena mentre gli tendiamo una trappola per mettergli davanti uno specchio o per mostrargli la croce o per colpirlo al cuore con un punteruolo, per noi non ci sarà salvezza, e quell’esitazione non solo ci costerà la vita, ma vorrà dire anche entrare a nostra volta nella schiera dei Non-morti.
Il Vampiro umano, invece, può farci pena sempre, anche dopo che lo abbiamo scoperto con i denti conficcati nelle nostre vene, perché, in fondo, non ci sta mica uccidendo: ci sta solo privando della nostra dignità e della nostra forza vitale. Ecco la trappola: noi crediamo veramente che, per il solo fatto di non avere i denti aguzzi e il colorito tombale lui non sia pericoloso. Ma esattamente come il suo omologo d’oltretomba, il Vampiro umano è preda di una forza negativa che lo possiede, e quella forza è implacabile. La persona può ‘farci pena’, la Forza-Vampiro no. Ma se cederemo alle sue brame vampiriche non avremo affatto pietà per la persona, ma per la Forza che la domina. Nutriremo questa e spingeremo sempre più noi e lui verso l’abisso”.

I vampiri e le loro vittime

– Nel libro entri molto in dettaglio a proposito delle varie tipologie vampiriche e delle loro caratteristiche, ma se dovessi sinteticamente rivelare, in poche righe, la caratteristica essenziale comune a tutti i vampiri energetici, quale sceglieresti? O, se preferisci, visto che il vampiro, come sottolinei più volte, è una forza e non un individuo, che cos’è soprattutto che permette alla forza vampiro di impossessarsi di qualcuno?
“Terrò le due risposte distinte, anche se le due domande tendono a convergere. Una delle caratteristiche più comuni all’azione vampirica è la tendenza a compiere piccoli atti di malignità, di maleducazione, o di semplice mancanza di gentilezza, come non rispondere a una domanda o lasciar cadere nel vuoto un’osservazione o non ricambiare un saluto, o un sorriso. Atti che sono pieni di sostanza negativa, ma che, se denunciati, diventano semplici mancanze di forma.
Un’altra caratteristica comune a tutti i Vampiri è che operano rigorosamente alle spalle delle loro vittime. Intendiamoci: non solo alle spalle, ma comunque sempre anche alle spalle. E non importa se l’azione proditoria preceda, segua o accompagni le aggressioni dirette contro di noi, perché comunque non può mancare. Il Vampiro non può fare letteralmente a meno di lavorare anche alle spalle. Così come non può fare a meno di farci arrivare in qualche modo l’eco di ciò che di nascosto sta facendo: è tenuto a questa osservanza come certi demoni sono tenuti a mescolare sempre qualche verità alle loro menzogne. Ed è così che si svela, quando tenta di farci ‘firmare’ quello che ha già detto ad altri di noi. Ho conosciuto un Vampiro che aveva raccontato in giro che la sua preda era in gravi difficoltà economiche. Ebbene, questo Vampiro, quando incontrava la preda, infarciva i suoi discorsi di caute, ‘ingenue’ allusioni a debiti, gioielli venduti, ipoteche su case e altri argomenti correlati con una rovina economica, sperando che la vittima ‘firmasse’ almeno uno degli argomenti sui quali lui aveva costruito la sua squalifica sociale. Bastava che la vittima, pur non ‘firmando’ nulla, si lasciasse andare a qualche generica espressione di preoccupazione di tipo economico perché il Vampiro si sentisse abilitato a rincarare la dose di menzogne ai suoi danni presso terze persone.
Per quanto riguarda l’altra domanda, la Forza-Vampiro si impossessa di una persona in seguito a sofferenze, delusioni, lacerazioni, traumi, privazioni affettive. Ma attenzione: questo non toglie nulla né alle responsabilità della persona, che sopporta la maligna presenza della Forza-Vampiro e che ne sfrutta tutta la malizia, né alle strategie di difesa e di contrattacco che è giusto adottare verso i Vampiri da parte dei non-Vampiri. Purtroppo, invece, il fatto che i Vampiri abbiano sofferto diventa una chiave culturale di straordinaria importanza a loro vantaggio. Ma lì bisogna fare attenzione, e farsi tre domande: qual è il confine tra la comprensione e l’erogazione delle energie vitali di cui quella persona ha bisogno per compensare le proprie perdite? E perché noi, proprio noi, che nella sua vita siamo innocenti, siamo stati scelti da lui per fornirgli quelle energie che altri gli hanno sottratto? E infine, è proprio vero che la nostra vita è stata così straordinariamente migliore della sua? Ma farsi domande è quasi impossibile, quando si è in una trappola vampirica, e allora, senza accorgercene, preferiamo donare energia”.

– Quali sono, per contro, le caratteristiche che maggiormente ci predispongono ad essere “vittime” dei vampiri?
“La vittima perfetta è quella che ha subito gravi privazioni d’affetto, ma, nonostante ciò, ha resistito all’infezione vampirica e non è divenuta a sua volta preda della Forza-Vampiro. Queste persone, infatti, proprio perché bisognose d’affetto e di attenzione, sono portate a scambiare certi atteggiamenti vampirici per attenzione personale, o per affetto, finendo per cedere facilmente a rapporti nei quali danno tutto senza ricevere nulla e, a volte, per accettare relazioni ‘effettive’ segnate da violenze psicologiche o persino fisiche.
Quando parlo di ‘conservazione della specie degli innocenti’ mi riferisco, oltre che ai bambini, anche a queste persone, verso le quali dobbiamo conservare un rispetto pieno, riservando ai Vampiri tutta la riprovazione che, per una deviazione culturale, tendiamo a gettare addosso a chi cade in certe trappole. I vampiri si avvalgono enormemente del fatto che la società tende a condannare gli ‘ingenui’ molto più dei ‘furbi’. Conservare il rispetto verso chi è vittima di un Vampiro è un’operazione ardua per chi, come avviene in questa società, è abituato a scrollarsi di dosso il problema dei predatori addebitandolo alle prede; ma è un’operazione in grado di cambiare sostanzialmente qualcosa nel modo di percepire le cose della vita, preparando scenari in cui il parassitismo dei Vampiri venga infine escluso dal novero dei valori sociali e restituito al suo livello di scoria dannosa”.

La “forza antivampiro”

– E quali sono, infine, le caratteristiche fondamentali della “forza-antivampiro” che anima chi vuole difendere l’innocenza dagli attacchi di vili predatori? E che consigli daresti alle stesse vittime per non farsi sopraffare?
“La caratteristica primaria della Forza-AntiVampiro è quella di rendere invulnerabili alla tentazione di sacrificare gli innocenti alle brame dei Vampiri. Un AntiVampiro può anche decidere di sacrificare se stesso, ma mai un innocente al suo posto, esattamente come può perdonare qualunque cosa a proprio nome, ma mai perdonare per conto terzi, assumendosi la responsabilità di sollevare un Vampiro dal peso di un atto di aggressione a un innocente. Quella tentazione è l’anticamera della morte, e la Forza-Vampiro è una forza troppo viva e sveglia per addormentarsi in cambio di favori dai Vampiri.
La Forza-AntiVampiro è una Forza che accompagna ogni situazione al suo miglior destino, una Forza contro la quale la vigliaccheria dei Vampiri si infrange, costringendoli a smettere il loro gioco. È la Forza che, quando proprio deve intervenire, lo fa per risolvere la questione, non per intrattenersi con essa. La Forza-AntiVampiro ci impedisce di vergognarci dei nostri sentimenti, ci spinge ad andare per la nostra strada, ci fa impiegare le energie nella cura del nostro progetto di vita, dei nostri affetti, dei nostri valori, senza tangenti ai Vampiri. I ‘figli’ della Forza-AntiVampiro sono persone che non lanciano sfide a nessuno ma che, se vengono sfidate da un predatore, raccolgono ogni sfida, senza eccezioni e senza esitazioni.
Per non farsi sopraffare dai Vampiri, infine, c’è una sola strada: rendersi conto che è in atto un gioco energetico proprio nel momento in cui quel gioco ha luogo. A partire da lì, tutto può diventare più facile, perché le varie tecniche collaterali (non raccogliere le provocazioni, non reagire mai con senso di scandalo, non lasciare mai sul tavolo una sola fiche energetica puntata dal Vampiro) presuppongono comunque il supremo sforzo di riuscire a cogliere l’attimo esatto in cui avviene l’aggressione. Se quello sforzo riesce, in quel momento si sprigiona un’enorme quantità di energia.
Essere svegli in quel momento significa sapere senza ombra di dubbio che durante un gioco energetico anche il Vampiro sta spendendo un’energia, sta puntando una posta. Da quella percezione si passa a una sorta di tremore interno, di emozione paragonabile a quella che si prova nello spogliatoio prima di una partita molto importante, o prima di un esame da quale dipende il nostro futuro. Quel tremore interno (che è la prova che il nostro motore energetico è in moto) può prendere due strade:
1) trasformarsi in pietà per la Forza-Vampiro che ci troviamo di fronte e spingerci a compiacere il Vampiro in tutti i modi possibili (come se servirlo fosse il più grande onore), con il risultato di sprecare sia la nostra energia sia quella che il Vampiro aveva puntato come ‘posta’ energetica;
2) provocarci una sorta di spontanea interruzione del dialogo interno, in grado di farci vedere quei fotogrammi della realtà che prima ci sfuggivano, di dare alla pellicola la velocità che vogliamo noi, ed eventualmente di usare il tasto ‘pause’ per osservare i gesti del Vampiro e studiare il suo comportamento. In quest’ultimo caso, l’energia sarà stata usata bene, e difficilmente il Vampiro si sfamerà.

– Visti soprattutto, ma non solo, gli avvenimenti di questi ultimi tempi, con politicanti senza scrupoli che non esitano a versare sangue d’innocenti per fare i loro più che discutibili interessi, ti sembra si possa legittimamente dire che il mondo è dominato da vampiri?
“Io credo che il mondo sia dominato dai Vampiri perché noi non-politici ci accostiamo alle cose della politica imitando i politici, cioè rimescolando in un unico guazzabuglio mentale aspetti razionali, etici e politici dei grandi temi che ci sollecitano e ci sovrastano.
Noi non-politici dobbiamo imparare a testimoniare la giustizia: solo quella. La politica è una degna e utile professione, ma è una professione che richiede di fare solo i propri interessi e di ‘stare da una parte’ e non dall’altra. Per questo bisogna avere ben chiaro il confine tra la valutazione morale e la valutazione politica di un fatto. Un politico è portato a mescolare assieme i due elementi e a dare giudizi morali mentre sta facendo politica. Un politico ha sempre da sostenere punti di vista utili alle sue strategie, ma pretende di presentare le argomentazioni a sostegno di quei punti di vista come il frutto di una oggettiva e serena valutazione morale dei fatti. E questo è assai meno naturale, perché questo spetta a noi, non a loro. Ma noi, purtroppo, mentre stiamo esprimendo i sentimenti che stanno nel nostro cuore, ci ritroviamo, quasi senza accorgercene, al loro fianco, perché siamo convinti che senza di loro, che sono potenti, non si otterrà nulla.
Faremo un grande passo in avanti verso la giustizia sulla Terra quando capiremo che dobbiamo agire in proprio, rinunciare alle loro prestigiose sponsorizzazioni, ai loro marchi, ai loro gadget. Ci muoveremo in modo efficace e organizzato solo quando capiremo che agire accanto a loro è un po’ come visitare un terreno da trasformare in parco per bambini in compagnia di uno degli speculatori che vogliono costruirci case o fabbriche.

– In base alla tua esperienza, in quale campo della vita sociale e/o personale vedi particolarmente all’opera forze vampiriche?
“Dove c’è confusione c’è vampirismo. Dove l’atmosfera è dominata dalla prepotenza, dal salto logico, dalle affermazioni categoriche, dalle astuzie dialettiche, dall’idea che la ragione stia tutta da una parte e il torto tutto da un’altra, dove con l’altro si dialoga non per capire, ma solo per affermare, lì c’è vampirismo. La malattia vampirica non si può mai identificare con uno specifico ambiente, campo o potere. Magari fosse così: i buoni starebbero tutti da una parte e i cattivi dall’altra. Noi saremmo oppressi, è vero, ma saremmo anche coscienti della nostra uguaglianza civile di fronte a un nemico potente.
Purtroppo queste sono fiabe: il vampirismo è trasversale. È una delle sue caratteristiche fondamentali, ed è una delle chiavi della sua potenza. Certi personaggi politici, per esempio, fanno più impressione dei Vampiri che abbiamo accanto, e attirano tutta la nostra preoccupata attenzione, ma solo perché gli diamo un’importanza spropositata, perché ne facciamo dei miti, seppur negativi, perché permettiamo loro di occupare l’intero nostro orizzonte psicologico. Mentre noi dibattiamo, litighiamo, ci accapigliamo su grandi temi politici nelle case, negli uffici, nelle piazze, nelle trasmissioni televisive, in Parlamento, nel frattempo padri e madri terrorizzano bambini innocenti, e fa poca differenza che ciò avvenga con la brutalità fisica o con il potere delle parole taglienti, degli sguardi sprezzanti, dell’indifferenza che annichilisce la dignità; nel frattempo, vengono abbandonate a se stesse persone che una parola, un sorriso, un gesto di amicizia potrebbero salvare dalla rovina o dal suicidio; nel frattempo, quasi ottomila italiani l’anno, tra cui donne, bambini, anziani, muoiono ammazzati, schiacciati, bruciati sulle nostre strade, assassinati dalla guida pericolosa, dall’ansia di arrivare primi, di gente che non rispetta nessuna regola, di gente che è tra noi, con cui prendiamo l’ascensore, che ci saluta frettolosamente sul pianerottolo, che ci sfreccia accanto ogni giorno superandoci da destra, e che prima o poi può uccidere. Il vampirismo è forse il più trasversale dei mali”.

– A parte “Vampiri Energetici”, hai scritto o scriverai altri libri dedicati ai vampiri? O magari ci sono anche altri progetti, tipo film (e qui se vuoi, puoi accennare anche al vampiro del cinema) o altro in cantiere?
“Ho appena ultimato una raccolta di racconti e sto preparando un nuovo saggio sul vampirismo. Il saggio, che è un po’ il ‘seguito’ di “Vampiri energetici”, verterà sulla Paura, sulla capacità del Vampiro di trasmetterci dosi di panico per stabilire il suo dominio su di noi e aprire fessure psichiche dalle quali far uscire l’energia. In questo nuovo lavoro, sto approfondendo un concetto che nel primo libro avevo appena abbozzato: che il compito dell’AntiVampiro non è redimere i Vampiri; se lo fosse, lo spirito di proselitismo del quale la nostra cultura è intrisa rischierebbe di trasformare l’operazione in una sorta di missione, con il risultato di nutrire i Vampiri proprio con la nostra attenzione ‘salvifica’. Il vero compito è liberare la persona dalla paura e restringere il campo d’azione di chi la produce e la usa a proprio vantaggio. Compiuta questa operazione, l’obiettivo è raggiunto, perché non è importante avere la certezza che, da quel momento, nel mondo c’è un Vampiro in meno, ma che quel Vampiro, anche se resta tale, da quel momento ha una vittima in meno. Il resto verrà da sé.
Nella raccolta di racconti c’è anche una storia molto lunga, quasi un romanzo breve, che ho impiantato sulla struttura portante di un racconto che avevo pubblicato qualche anno fa, ampliandone alcune parti. Si chiama “Expositio ad bestias” ed è la storia di un bambino che, pur non avendo genitori Vampiri, è vampirizzato da una nonna e da una zia che esercitano un potere sulla sua famiglia in quanto detentrici di un segreto sui suoi genitori. Nel racconto, all’azione vampirica umana si affianca anche un’azione di magia nera che si richiama a tradizioni popolari che erano ancora ben salde quando io ero piccolo e delle quali ho ricordi sommari ma inquietanti. Penso che questo racconto potrebbe diventare un buon film ‘antivampirico’, anche perché un film è in grado di raccontare certe teorie molto meglio di un saggio. Ma certamente, prima di pensare a un film, ho altro da pensare: scrivere, diffondere l’idea che dal vampirismo ci si può liberare, aiutare le persone che si rivolgono a me per capire che cosa possono fare, e aiutarle senza utilizzare alcun metodo che interferisca né con la loro vita personale né con l’eventuale lavoro psicologico o terapeutico che alcuni di loro svolgono”.

Il “centro antivampiri”

– E il Centro Anti Vampiri? Come funziona esattamente? E quali erano, in pratica, il tuo intento e il tuo obiettivo quando l’hai fondato? E c’è un caso particolarmente interessante o curioso che ti è capitato di affrontare nella tua attività concreta di antivampiro e che puoi raccontare?
“Il Centro AntiVampiri (www.digamma.com) è nato nel 2000, essenzialmente per ospitare i miei scritti sul vampirismo energetico. Internet è un grande gioco e consente esperimenti e test presso il pubblico che nessun altro mezzo di comunicazione consente. All’inizio il Centro AntiVampiri spiegava l’essenziale sul vampirismo dell’energia, soffermandosi sulla sua diffusione, sui sintomi dell’aggressione vampirica, sull’identificazione del vampiro, sulla sua pericolosità, sui modi per difendersi. Il sito sviluppava queste tematiche appoggiandosi anche alle mie storie, che diventavano così esempi letterari ispirati alla vita di tutti i giorni, non meno efficaci (solo perché non meno ‘veri’) di quanto sarebbero stati dei comuni esempi presi veramente dall’esperienza quotidiana. Il successo di pubblico, immediato e di proporzioni inattese, mi ha sollecitato a tradurlo in tre lingue diverse dall’italiano, e mi sono ritrovato a incontrare l’interesse e la simpatia anche di tanta gente sparsa un po’ in tutto il mondo.
Poi, poiché tanti visitatori del sito scrivevano per fare commenti e avere consigli sul tema del vampirismo, a un certo punto ho deciso di creare una rubrica di domande e risposte che ha finito per suggerirmi nuovi spunti per il mio libro. In quella rubrica, gli argomenti venivano definiti secondo la tipologia, raggruppati e quindi presentati in forma sintetica, e le risposte venivano elaborate in modo tale da potersi configurare come discorsi a sé, o capitoli di approfondimento dei temi sviluppati nelle pagine generali del Centro AntiVampiri. Anche grazie a questa rubrica, alla fine, è venuto fuori il libro. Uscito il libro, naturalmente, per una questione di correttezza connessa con i diritti ceduti al mio editore, ho tolto il sito da Internet. Adesso lo sto gradualmente ricostruendo.
Attualmente ci sono alcune rubriche che riassumono le mie idee, alcuni racconti, un estratto dal libro, un articolo di attualità e una parte, credo divertente, nella quale si può dire che stia già scritta la risposta alla domanda riguardante ‘un caso particolarmente curioso’. La parte si chiama Da Michele Ferrato a Mario Corte. Michele Ferrato è lo pseudonimo con cui qualche anno fa ho pubblicato il mio volume ‘La vita vista da sotto. Sette prove dell’esistenza dei Vampiri’. Per chi non avesse visitato ancora il sito, non farò anticipazioni. Posso solo dire che l’episodio che viene narrato lì è un episodio vero e racconta come l’AntiVampiro sia stato accusato (rigorosamente alle spalle e rigorosamente in modo anonimo) di… vampirismo.
Il sito diventerà presto anche qualcos’altro. Mi piacerebbe inserirvi testimonianze di storie vere e, inoltre, aprire una rubrica del tipo “Agenzia Investigativa AntiVampiri”, dove riportare i risultati di indagini, ricostruzioni e ricapitolazioni psicologiche fatte con persone che ho aiutato e sto aiutando a risalire al Vampiro ‘primario’ della loro vita”.

– A proposito di esempi concreti, puoi citare qualche personaggio famoso che ti sembra esprima in modo particolare la forza vampiro, oppure, come si usa dire, è meglio non fare nomi?
“Nomi se ne potrebbero anche fare, ma contemporaneamente bisognerebbe fare i nomi dei loro complici-avversari, di tutti quelli che potenziano i grandi Vampiri con la loro attenzione frustrata, spasmodica, avvelenata, con quel modo di dire le cose sempre a denti stretti, con in faccia una smorfia di disgusto, con il veleno sotto la lingua, con lo stiletto tra i denti. Non è così che si vincono i Vampiri. I sentimenti vanno vissuti per intero nel nostro laboratorio interiore, fino a quando non si siano trasmutati in oro puro, in luce pura, in una lama tagliente che riflette solo bagliori di verità e di giustizia. La vera forza sta nel lasciar cuocere quei sentimenti, non nello sbatterli in faccia all’avversario come schizzi di un veleno che, somigliando al suo, non farà altro che nutrirlo. Avvenuta la trasmutazione, si capirà che per vincere ci vuole strategia, non urla, rispetto per l’individuo e intento implacabile contro la forza che lo domina, non cieca frustrazione.
Non faccio nomi perché non finirei mai di elencare tutti i veri complici dei grandi Vampiri, soprattutto di quelli che militano non nelle loro stesse schiere, ma in quelle dei loro oppositori”.

– Qual è, in genere, la reazione delle persone alle quali parli di questo argomento, o che leggono il tuo libro? In particolare, quando capiscono che parli non di un mito ma di persone reali, prendono sul serio o sottogamba l’argomento?
“Io credo che chi legge le cose che scrivo e o sente parlare delle mie idee percepisca il fatto che i miei sentimenti sono onesti, anche se da molti vengono ritenuti non condivisibili e provocatori. Io credo di testimoniare sempre che in quello che dico, anche se lo dico con forza, magari con autorità, c’è soprattutto umiltà. L’umiltà, come scrivo in un mio racconto, è un sentimento, ed è il più potente di tutti. L’umiltà genera la dignità. La dignità genera la volontà. La volontà genera la forza d’animo. La forza d’animo genera l’autorità. L’autorità presso se stessi è un fatto, non un’opinione. Quella presso gli altri è tutta da provare, non la si può imporre.
Io ho l’impressione che tutti, amici e oppositori, sentano che io non ho intenzione di imporre l’autorità delle mie idee a nessuno. C’è chi mi scrive che il mio libro gli ha cambiato la vita e c’è chi vuole consigli e aiuto da me. C’è anche chi mi maledice e mi minaccia perché ho messo in testa strane idee a persone che prima facevano la loro volontà e che adesso lottano per liberarsi dalla schiavitù psicologica che le opprimeva. Ci sono altri che cominciano una e-mail con l’intento di insultarmi e poi si perdono un po’ per strada e chiudono in modo educato e un po’ imbarazzato. Ma devo dire che nessuno prende sottogamba l’argomento, nessuno mi ha ancora detto o scritto che la storia del vampirismo è una stupidaggine o una trovata per farmi pubblicità. E questo è già tanto”.

Il sito del centro Anti-Vampiri
http://www.digamma.com/cav/index.htm

L’AUTORE
Giampiero Cara: 
Giornalista dal 1986, direttore di BLISS, laureato in lettere nel 1990 con una tesi sulle danze sacre del celebre maestro esoterico di Quarta Via Georgei Ivanovic Gurdjieff, è stato ben presto spinto dal suo interesse per la spiritualità a dedicarsi alla ricerca della Verità anche in campo professionale. Già alla fine degli anni 80, infatti, collaborava con lo storico mensile “ESOTERICA”, e nel 1995, dopo aver letto il libro “Puoi guarire la tua vita” di Louise L. Hay, ha cominciato a interessarsi di New Age, a livello sia personale sia professionale, scrivendo sull’argomento centinaia di articoli per riviste specializzate e non, prima di fondare BLISS nel 1999, insieme ad Annalisa Antodicola.

Fonte: http://www.auraweb.it

Vampiri Energetici Mario Corte Vampiri EnergeticiCome riconoscerli, come difendersi

Mario Corte

Compralo su il Giardino dei Libri

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.